L’iniziativa comunista europea parla della crisi del coronavirus

L’iniziativa comunista europea (ICE) si è pronunciata in merito alla crisi del coronavirus che si sta verificando su scala internazionale, considerando che questa crisi «rivela i problemi accentuati e le carenze dei sistemi sanitari (pubblici) nei nostri paesi, essendo chiaramente insufficienti per soddisfare esigenze popolari».

 

Nella sua dichiarazione l’ICE sottolinea che le politiche che per anni «hanno attaccato la salute, riducendo il finanziamento, congelando le assunzioni del personale sanitario e rendendo le condizioni di lavoro più flessibili, riducendo le stanze degli ospedali, chiudendo le strutture ospedaliere, affidando servizi in appalto alla sanità privata di fatto privatizzando e mercificando la salute pubblica».

 

Tutto ciò – sottolinea l’ICE – in nome del grande capitale, che lucra sul prezzo del materiale per la prevenzione.

 

Al momento, i governi borghesi stanno cercando di affrontare la situazione tenendo conto di tutte le battute d’arresto che abbiamo subito a causa delle loro politiche di attacco alla sanità pubblica negli anni precedenti.

 

Pertanto, «vengono assunti alcuni operatori sanitari temporanei e poco remunerati, costringendo il personale medico a lavorare in condizioni estenuanti».

 

Dobbiamo essere vigili e intervenire nel movimento operaio sarà importante agire «contro gli obiettivi dei datori di lavoro, che cercano di ridurre i salari, non pagare i salari dei lavoratori o addirittura limitare i diritti del lavoro e della sicurezza sociale».

 

Il comunicato ICE termina chiedendo una serie di misure immediate necessarie per contenere l’epidemia:

1) Assunzione di personale medico e infermieristico permanente con tutti i suoi diritti, nonché un aumento dei finanziamenti per coprire le esigenze del personale, della UCI e altre strutture necessarie per il pieno funzionamento dei servizi di sanità pubblica e dei centri di ricerca.

2) Lavoro fisso per tutti i medici e gli infermieri che lavorano in condizioni di lavoro flessibili e precarie.

3) Distribuzione gratuita di tutti i materiali di prevenzione necessari, sotto la responsabilità dello Stato.

4) Diritto di lasciare il posto di lavoro preservando l’integrità dello stipendio e tutti i benefici per i lavoratori

1 Comment

  1. Giuste le misure per contenere l’epidemia , mi preoccupa però anche il dopo perché viene usata questa emergenza,che esiste,per un controllo più stringente del territorio e per spingere ad una ristrutturare del mercato del lavoro e dell’insegnamento attraverso un uso generalizzato del telelavoro e della teledidattica che terranno lavoratori e studenti chiusi in casa, isolati è divisi rendendo così problematica se non impossibile l’organizzazione collettiva e la lotta.Dovtemmo già pensare fin da ora come contrastare tutto questo.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*