Lettera di Paolo Berdini alla manifestazione comunista del 5 ottobre

L'assessore all'Urbanistica e infrastrutture del comune di Roma Paolo Berdini durante l'audizione in commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle citt‡ e delle loro periferie, Roma, 07 febbraio 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

Tra le tante adesioni alla manifestazione convocata dal Partito Comunista il 5 ottobre a p.za Santi Apostoli a Roma, anche quella di Paolo Berdini, noto urbanista, scrittore ed editorialista, con passata militanza comunista. E’ stato membro di Italia Nostra e del consiglio nazionale del WWF, nonché segretario generale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. Autore di libri di grande successo editoriale, è profondo conoscitore di urbanistica con la pubblicazione di numerosi saggi con taglio fortemente critico sulle politiche di trasformazione delle città e di denuncia del sacco urbanistico della Capitale. E’ stato assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici del Comune di Roma da luglio 2016 a febbraio 2017 del comune di Roma quando si dimise in polemica con la giunta Raggi, denunciandone le influenze dei grandi gruppi di palazzinari e interessi speculativi. Fu ospite della Festa Comunista di Roma nel 2017.

Di seguito la sua lettera:

Caro Marco, care compagne e compagni,

oggi avrei voluto essere insieme a voi, insieme ai tantissimi giovani che hanno a cuore una società più giusta. Quella di oggi è una manifestazione importante perché cade a pochi giorni da un fatto inedito e preoccupante che ci conferma che il pensiero unico vuole zittire ogni voce critica del modello economico vincente.

Il Parlamento europeo ha votato un documento che pone sullo stesso piano i fascismi e il nazismo e le idee comuniste. Tra chi ha incarnato la restaurazione dei poteri dominanti a scapito delle classi popolari e coloro che hanno tentato di costruire una società basata sull’uguaglianza. È un segnale gravissimo perché si basa su presupposti storici falsi. Sono due i motivi di questa offensiva. Il primo è la mancanza di una forza politica di massa che si richiami ai valori del socialismo e del comunismo. Dobbiamo continuare l’impegno per rendere possibile la nascita di una grande forza popolare in grado di contrastare l’offensiva dei poteri dominanti.

Ma c’è un altro motivo molto più importante. Il tentativo di coprire il tragico fallimento del neoliberismo nel mondo. Trenta anni di dominio hanno portato alla distruzione dello stato sociale; alla precarizzazione del lavoro; all’impoverimento dei ceti medi e popolari, alla emarginazione dei giovani che non vedono più alcune prospettiva di vita. E, come noto, siamo nel pieno della più grave crisi ambientale della storia umana che rischia di compromettere la stessa vita sul pianeta terra.

Anche nelle nostre città la cultura della privatizzazione ha aggravato le condizioni di vita di tutti. I giovani non trovano alloggi a prezzi accessibili. Non ci sono risorse per i servizi pubblici. Le scuole versano spesso nel degrado. I trasporti pubblici non inquinanti sono una chimera, mentre l’aria delle città è sempre più inquinata. Le città del neoliberismo sono deserti sociali invivibili e Roma, in particolare, non riesce a dare casa ai senza tetto delle tante occupazioni e lascia le periferie nel degrado.

Sono convinto che i nostri avversari cercano di nascondere il tragico fallimento. La manifestazione di oggi che vede tantissimi giovani chiedere con forza un cambiamento radicale delle dottrine economiche e sociali che dominano il mondo è un modo efficace per far crescere la prospettiva di un cambiamento della società.

Vi abbraccio tutti. Ci troveremo ancora nelle lotte per una società più giusta che metta l’ambiente e il benessere dei cittadini al primo posto dell’agenda politica.

Paolo Berdini

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