Azione dei militanti del PC contro le sezioni del PD in tutta Italia

Nella scorsa nottata in tutta Italia i militanti del Partito Comunista hanno sanzionato con affissioni di protesta le sezioni del Partito Democratico[1]. Il motivo della contestazione è l’appoggio che gli eurodeputati del PD hanno dato alla risoluzione del Parlamento Europeo che equipara comunismo e fascismo[2].

Il manifesto che i comunisti hanno affisso rappresentava Antonio Gramsci, spesso richiamato tuttora in maniera strumentale e falsificatoria dagli esponenti del PD, in un’espressione di costernazione, e richiamava la falsità dell’operazione storica promossa dall’UE:

«Nazi-fascismo e comunismo non sono uguali. I Deputati del Partito Democratico votano con Lega e Fratelli d’Italia una risoluzione del Parlamento Europeo che equipara comunismo e nazi-fascismo. La verità storica viene cancellata. I partigiani si rivoltano nella tomba. Ricordalo quando proveranno ancora a dirti che sono di sinistra…»

Il manifesto rilanciava quindi la manifestazione che si svolgerà a Roma il 5 ottobre.

Molto duro il testo del comunicato stampa rilasciato dal PC:

«Il volto indignato di Antonio Gramsci e la scritta ‘PD vergogna’. È la grafica del manifesto che è stato affisso questa notte in tutta Italia, presso le sedi del Partito Democratico. La campagna, contraddistinta dall’hashtag #BuongiornoPd, è stata lanciata dal Partito Comunista per deplorare il voto favorevole dei parlamentari europei del Partito Democratico alla risoluzione del 19 settembre, che ha equiparato il Comunismo al nazi-fascismo. Una mozione antistorica e degna del peggior revisionismo che, come consuetudine dell’Unione europea, strizza l’occhio alle destre e tenta in ogni modo di mettere al bando il Comunismo e i suoi simboli. Al tentativo del Pd di far passare la nostra azione dimostrativa come atto vandalico, rispondiamo respingendo con forza tale accusa pretestuosa e precisiamo che, attaccare dei fogli di carta con nastro adesivo non crea alcun danneggiamento. Ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione che, oltre a votare insieme alla Lega, il Partito Democratico ha ormai assunto la stessa ideologia repressiva e poliziesca di Salvini. Come Comunisti, crediamo che il Pd debba assumersi le responsabilità politiche per un voto che è stato giustamente ritenuto indegno da gran parte degli storici, condannato dall’Anpi e da tutte le forze di sinistra. Ad oggi, il Partito Democratico non ha fatto alcun passo indietro ufficiale su quel voto, lasciando che singoli esponenti si dissociassero. Una scelta insufficiente e comunque tardiva, che non ne cancella la piena responsabilità politica. Contro questa risoluzione infame dell’Unione europea e contro il governo Pd-M5s, il Partito Comunista ha organizzato, per sabato 5 ottobre, una grande manifestazione a Roma e ha chiamato a raccolta tutte le forze Comuniste.»

Nella mattinata il deputato del PD Andrea De Maria ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un post riguardante l’azione dei militanti del PC, parlando di «provocazione e intolleranza» ed affermando di aver «criticato, anche pubblicamente, la risoluzione del Parlamento europeo sulla “Memoria condivisa”, che rappresenta il pretesto per questo attacco al PD»[3].

Alla dichiarazione dell’esponente del PD è arrivata una dura replica da parte di Marco Rizzo, segretario generale del PC[4]:

«L’unica vera provocazione è il fatto che un partito come il PD, che ha condotto le peggiori politiche contro i lavoratori e le classi popolari, osi ancora richiamarsi ad Antonio Gramsci e all’eredità del PCI. L’equiparazione tra comunismo e fascismo che avete sostenuto rappresenta una falsificazione della storia, un attacco ideologico alla storia del movimento operaio e l’ulteriore conferma, qualora fosse ancora necessario, della vostra appartenenza alle schiere dei padroni contro i lavoratori. I comunisti saranno sempre in prima linea nel condannare le vostre politiche e gli interessi economici che sostenete. Nemici siete e da nemici vi tratteremo. Vedrete il 5 ottobre a Roma che sorpresina siamo pronti a riservarvi…»

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[1] Dal post del Partito Comunista su Facebook, 28 settembre 2019.

[2] Per approfondire: L’Unione Europea per la messa al bando dei simboli comunisti, Partito Comunista, 18 settembre 2019. La storia contraffatta dal totalitarismo dell’UE, La Riscossa, 26 settembre 2019.

[3] Dal post di Andrea De Maria su Facebook, 28 settembre 2019.

[4] Dal post di Marco Rizzo su Facebook, 28 settembre 2019.

 

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3 Comments

  1. Chiamare pretesto la votazione della risoluzione del 19 settembre, oltre ad essere una giustificazione puerile, lo trovo decisamente grottesco ed inaccettabile.

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