Nuove misure e sanzioni contro Cuba da parte degli USA. Díaz Canel: «Resisteremo e vinceremo»

Il presidente degli USA Donald Trump e segretario del tesoro statunitense Steven Mnuchin

Il governo statunitense guidato da Donald Trump ha annunciato lo scorso 6 settembre nuove aggressive misure e sanzioni in rafforzamento del criminale blocco commerciale contro Cuba e dell’attuazione del decreto presidenziale del 5 giugno scorso.

In una cinica e ipocrita dichiarazione il segretario del tesoro statunitense Steven Mnuchin, ex importante dirigente e socio di Goldman Sachs, ha giustificato queste nuove azioni al fine di «isolare finanziariamente il regime cubano responsabile dell’oppressione del popolo cubano e del sostegno ad altre dittature in tutta la regione, come il regime illegale di Maduro», e ha segnalato che con queste misure gli USA negano all’Avana «l’accesso alla moneta forte» come punizione per il suo «cattivo comportamento».[1] Si tratta di una nuova puntata della solita meschina tattica praticata da tutti i governi statunitensi per rovesciare le conquiste del socialismo a Cuba, soffocando il popolo e l’economia cubana al fine di sottomettere l’Isola Ribelle e promuovere gli interessi e piani imperialisti USA nella più ampia regione latinoamericana. Una pratica perseguita anche dalla precedente amministrazione di Barack Obama, pur cambiando forme e approccio, nello stesso obiettivo che ora l’amministrazione Trump delinea ancora più aggressivamente.

Le nuove sanzioni aumentano le restrizioni per l’invio di rimesse e transazioni bancarie verso l’Isola. Il governo USA sta così imponendo un limite di 1000$ al trimestre per l’invio di rimesse ai loro partenti da parte delle famiglie cubane che vivono e lavorano negli USA. L’Ufficio di Controllo delle Attività Estere (OFAC) le vieta inoltre del tutto per i parenti stretti di funzionari cubani e membri del Partito Comunista di Cuba.

Inoltre Washington vieta del tutto la possibilità di inviare aiuti e donazioni di solidarietà alle organizzazioni cubane, tranne che ad individui e organizzazioni non governative che agiscono “per incoraggiare lo sviluppo del settore privato nell’economia cubana”, un’area che negli ultimi anni si rafforza sotto forma di “lavoro autonomo”. Le nuove misure impongono restrizioni anche alle cosiddette operazioni U-turn, da e verso Cuba, ossia quei trasferimenti di fondi effettuati attraverso una banca USA ma che non hanno origine o che non sono destinati a questo paese e né l’emittente né il destinatario è soggetto alla giurisdizione USA.

Le nuove misure sanzionatorie entreranno in vigore il 9 ottobre, 30 giorni dopo la loro pubblicazione.

Nell’ambito dei piani di ingerenza statunitense contro l’indipendenza e la sovranità del Venezuela volti a sovvertire il processo di liberazione nazionale, il governo di Maduro e cancellare le conquiste del popolo venezuelano, l’amministrazione Trump negli ultimi mesi ha intensificato la sua politica anche contro Cuba socialista. All’inizio di giugno, ha approvato nuovi provvedimenti per vietare i viaggi a scopo educativo o scientifico, annullando le autorizzazioni per imbarcazioni da diporto e passeggeri, compresi aerei privati. Il 2 maggio scorso è stato anche attivato il Titolo III della Legge Helms-Burton del 1995 che tra le altre cose autorizza la presentazione di cause legali nei tribunali USA da parte di società e cittadini contro entità cubane, circa 200, incluse in una lista predisposta dal governo nel 2017 in relazione alle proprietà nazionalizzate dopo il trionfo della Rivoluzione del 1º gennaio 1959.

Le misure sono state denunciate dal governo cubano, in una dichiarazione del presidente del paese, Miguel Díaz Canel, che ha osservato come «menzogne, calunnie e l’ipocrisia» siano il «pretesto del governo USA per inasprire il blocco». «Per il loro fallimento in Venezuela si scagliano con ferocia contro Cuba. Resisteremo e vinceremo», ha scritto sul suo profilo twitter. Inoltre ha aggiunto che «ciò che colpisce di più il Popolo cubano è l’ingiusto, criminale e prolungato blocco (che gli USA impongono a Cuba dal 1962); una politica fallimentare e rifiutata dalla comunità internazionale. L’impero ricorre alla menzogna e all’ipocrisia come pretesto», ha sottolineato nel suo messaggio.[2]

Secondo cifre ufficiali emesse dall’Avana, i danni accumulati dal blocco degli USA contro Cuba in quasi 60 anni ammontano a 933.678 milioni di dollari. Solo nel periodo compreso da aprile 2017 a marzo 2018 le perdite per l’isola ammontano a circa 4.321 milioni di dollari.

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[1] https://home.treasury.gov/news/press-releases/sm770

[2] https://www.pcc.cu/es/noticias/diaz-canel-eeuu-fracasa-con-venezuela-y-arremete-contra-cuba

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