Intervento di Marco Rizzo ad Atene

Care compagne e cari compagni,

sono qui a portare il saluto del comitato centrale del partito comunista dall’italia e a ringraziare dell’aiuto fraterno ricevuto dal vostro partito nella presentazione alle elezioni europee come importante punto di sviluppo dell’iniziativa dei partiti comunisti e operai d’europa anche nel nostro paese.

Per tanti anni i comunisti in italia non si sono presentati alle elezioni con il loro simbolo, la falce e il martello. gli opportunisti della sinistra da salotto avevano usato 1000 simboli, non ultimo quello riferito all’altra europa di tsipras. il 26 maggio un voto ai partiti comunisti in europa è un voto alla coerenza, a chi non ha abbandonato la propria bandiera, a chi non ha tradito i lavoratori. E’ un voto che da forza alle nostre idee e alla prospettiva di un cambiamento radicale di questa societa per la presa del potere politico da parte dei lavoratori, di chi cioè produce la ricchezza nei nostri paesi.

L’Unione Europea non è la favola che ci hanno raccontato. Dietro ogni politica di attacco ai diritti dei lavoratori ci sono leggi europee. Il mercato unico è responsabile della chiusura delle aziende, perché impedisce di fermare le delocalizzazioni, facendo aumentare la disoccupazione. Riduce salari e pensioni, abolisce i diritti.

La legge della UE significa privatizzazioni e riduzioni dei servizi sociali, come la sanità e l’istruzione pubblica. La Politica Agricola Comune e gli accordi sul libero commercio e’ un attacco diretto ai contadini, la proprieta’ della terra e della produzione viene concentrata in poche mani dei capitalisti e delle grandi imprese.

L’obbligo del pareggio di bilancio, imposto dall’UE e inserito nella Costituzione, imposto dalla UE e stabilito costituzionalmente calpesta i diritti e gli interessi dei lavoratori. I comunisti lottano contro questa misura vergognosa.

L’Unione Europea è contro la pace, un veicolo per le politiche e le guerre imperialiste insieme alla NATO.  Dall’Ucraina alla Libia e alla Siria, per la rapina delle risorse dell’Africa e del medio-oriente: queste sono le vere cause dell’immigrazione!

Non solamente non vengono sostenute la sanità, l’istruzione, l’edilizia popolare, la cultura e la protezione dell’ambiente, ma l’UE e la NATO spendono enormi somme in armamenti e missioni di guerra all’estero.

L’Unione Europea non è l‘Europa dei lavoratori e delle classi popolari, ma uno strumento di oppressione saldamente nelle mani dei monopoli. È la dittatura dell’1%, che impone i suoi interessi alla larghissima maggioranza della popolazione, schiacciando interi popoli per i profitti di pochi.Grazie all’Unione Europea i grandi capitalisti sono più ricchi di prima, mentre i popoli sono sempre piu’ poveri.

Per tutte queste ragioni chiamiamo la classe operaia e il popolo lavoratore a votare per i Partiti Comunisti il 26 maggio, per uscire dall’Unione Europea, per uscire dalla NATO, per rialzare la testa e conquistare il futuro!

In Italia, la sinistra borghese ed il Partito Democratico, così come il Pasok e Siriza in Grecia, in questi anni hanno sostenuto gli interessi delle banche, dei monopoli e dell’Unione Europea, abbandonando i lavoratori, le classi popolari, tradendo la loro fiducia. Hanno abbandonato le periferie, tagliato i servizi sociali.

Noi invece siamo sempre dalla stessa parte.

Vogliamo che in ogni paese d’Europa i partiti comunisti diventino sempre più forti e coerenti, per difendere e far avanzare i diritti dei lavoratori e dei settori popolari, per affermare il potere operaio e costruire il socialismo-comunismo.

Vogliamo dare ai nostri giovani un futuro di lavoro stabile, senza sfruttamento, un futuro di pace e progresso.Oggi con le nuove tecnologie potremmo lavorare tutti, lavorare meno e lavorare meglio, con salari più alti e dignitosi.

Con le nuove scoperte scientifiche potremmo costruire una societa’ compatibile con la salvaguardia dell’ambiente. Potremmo costruire un mondo di pace e di uguaglianza, in cui nessuno sia costretto ad emigrare per cercare lavoro, per scappare dalla povertà e dalla guerra.

Tutto questo non è solamente necessario, ma possibile con il rafforzamento dei Partiti Comunisti per il contrattacco e il rovesciamento del capitalismo.

Mi hanno detto che qui in Grecia ci sono partiti filo-Unione Europea e Nato, come Syriza, che utilizzano canzoni come Bella Cia, le nostre canzoni di lotta, per giustificare le politiche di massacro sociale. Vergogna! Vergogna! I morti della Resistenza contro il nazifascismo si rivoltano nella tomba!

Un voto al Partito Comunista di Grecia, così come al Partito Comunista in Italia è un voto per rafforzare questa prospettiva, per sconfiggere una estrema destra che avanza sempre più minacciosa, ma anche una sinistra arrendevole che collabora con il capitale.

Domenica 26 maggio, vota e fai votare Partito Comunista!

Viva il Partito Comunista di Grecia!

Viva l’internazionalismo proletario!

* intervento del segretario generale del Partito Comunista, Marco Rizzo, al comizio conclusivo del KKE in piazza Syntagma ad Atene.

 

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1 Comment

  1. A mio avviso dovreste pubblicare su questa piattaforma, l’ottimo intervento del Segretario Genarale del PC Marco Rizzo pubblicato sul sito del Partito Comunista, riguardante la questione netta degli espropri aziendali e sul fatto che l’attuale Governo non è nè in grado, nè vuole, per tutelare la classe imprenditoriale, garantire l’elevazione della dignità materiale e sociale dei lavoratori, vuole invece cancellarne azzerarne con azione rapace, è giusto quello che dice il Segretario Generale, diritti e sull’onda di Confindustria abbassarne salari, già bassi, (quello che chiamano costo del lavoro) e ridurre o eliminare le tasse sul lavoro per incrementare il saggio d’accumulazione, ora decrescente e liberalizzare al massimo il plusvalore per investimenti di capitale a livello intersettoriale, compresi gli investimenti in titoli futures, options e swap, i derivati di rapacità internazionale gravando enormemente sul debito da pagare alle Banche dell’UE, le quali li emettono come pirana occulti, che si attaccano alle partecipazioni di capitale degli investitori,che controllano il 50% dei fondi bancari. I derivati sono stati e sono al tempo stesso propulsori della speculazione, dell’accumulazione di plusvalore a favore degli imprenditori industriali del mondo che investono, essi stessi, malgrado vogliano fare apparire che siano separati e dipendenti da banca e finanza, che siano “vittime” di esse. Essi stessi principalmente giocano al ribasso e al rialzo sui derivati, per trasformare il profitto in plus-capitale industriale da accumulare.

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