Il vero “voto utile” è quello al Partito Comunista

di Riccardo Beschi

Sono un giovane militante comunista e vi spiego perché il mio voto andrà al Partito Comunista e perché è l’unico voto utile per fermare le destre.

Partiamo dal dato concreto, le periferie e i quartieri popolari delle grandi città sono praterie in cui le destre avanzano. E’ necessario dunque chiedersi perché quei quartieri che un tempo erano roccaforti del Partito Comunista Italiano sono oggi terreno in cui cresce la destra. La risposta è tanto spaventosa quanto semplice, la sinistra in questi anni è passata dalla difesa dei diritti dei lavoratori e delle classi popolari alla difesa degli interessi di quelli che un tempo, ma lo sono tuttora, venivano chiamati padroni.

Quando ci si presenta per interloquire con gli abitanti di questi quartieri si capisce subito che la sinistra viene accomunata al PD. Da qui l’equazione è semplice, se la sinistra viene assimilata con il partito democratico, che è stato il principale artefice del peggioramento delle condizioni delle classi più deboli, ecco spiegato lo spostamento verso una destra che parla, solo apparentemente, alla pancia delle persone.
A tutto questo si aggiungono i media e i social che giocano un ruolo fondamentale nella percezione che le persone hanno della realtà concreta. Per cui siamo bombardati ogni giorno sui temi di immigrazione e sicurezza, temi cari alla destra, e molto di rado vengono invece affrontati i problemi reali, come la disoccupazione, l’emergenza abitativa e lo schiacciamento dei salari.

Data questa situazione il compito dei comunisti è quello di rimboccarsi le maniche e farsi spazio tra le macerie di una sinistra che ha abbandonato i lavoratori per ricostruire il soggetto politico che serve per creare una società a misura dei lavoratori. Tutto questo non sarà immediato, la via è tanto difficile quanto necessaria, ma siamo certi che il lavoro militante dà i suoi frutti e ne troviamo conferma ogni giorno. Come è successo alcuni giorni fa, esattamente il giorno dopo il corteo antifascista a Casal Bruciato.

Durante un banchetto politico a Pietralata, la nostra presenza ha fatto sollevare un po’ di vocio e ci si rendeva conto di come tutta la narrazione tossica sulla vicenda dell’assegnazione della casa alla famiglia rom avesse trovato terreno fertile. Andando però a parlare e dibattere si riesce a scardinare la guerra tra poveri. Si riesce a far capire che il problema delle case popolari e delle assegnazioni non è dovuto agli immigrati ma a delle politiche che favoriscono i grandi immobiliaristi che speculano su quello che dovrebbe essere il diritto inalienabile di tutti di avere un tetto sopra la testa. Si riesce anche a far passare l’idea che la lotta unita di italiani e immigrati contro chi li vuole gli uni contro gli altri per arricchirsi sulle loro spalle, rende tutti più forti.

L’unico modo per togliere terreno sotto i piedi della destra è quello di rafforzare un partito che torni a parlare dei lavoratori e per i lavoratori, che abbia l’intenzione di radicarsi nelle periferie e che non abbia paura di inserirsi nelle contraddizioni esplosive che si aprono, evitando la guerra tra poveri per indirizzare la rabbia verso chi ha davvero le responsabilità della situazione attuale. Per questo motivo l’unico voto utile contro le destre è un voto al Partito Comunista, per radicarci sempre di più, con la consapevolezza che un voto da solo è importante ma non sufficiente senza la forza e l’impegno di tutti.

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