Gaza, nuovi crimini sionisti con la benedizione di USA, UE e governo italiano

Nuovi crimini contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza sono stati compiuti dalla forze militari dello Stato sionista d’Israele, con la copertura degli imperialisti USA, UE e governo italiano. Nell’arco di 48h, tra il 4 e il 5 maggio, almeno 27 civili, tra cui una bimba di 14 mesi, due madri incinte, uno studente di 12 anni, sono stati uccisi nel corso di 320 raid aerei da parte dell’esercito israeliano, con il ferimento di circa 1500 civili. Importanti danni materiali sono stati causati a due università e tre edifici dei media. La furia distruttiva dell’Aeronautica israeliana non ha risparmiato nemmeno biblioteche e centri culturali, così come tre ambulanze colpite dalle bombe.

La Resistenza Palestinese, tra cui il Fplp, ha lanciato centinaia di razzi che hanno portato alla morte di 4 civili israeliani, in risposta alle incursioni terroristiche israeliane e l’uccisione di 4 palestinesi a Gaza e il ferimento di diverse altre decine che partecipavano alle proteste del venerdì per il diritto al ritorno dei rifugiati nelle loro terre, vicino ai confini con i territori occupati da Israele. Tra i quattro palestinesi morti venerdì sotto il fuoco sionista c’erano anche uno studente di 16 anni e un fotoreporter.

L’attacco sionista, condotto con dozzine di aerei, ha ricevuto piena copertura da parte del presidente degli USA Donald Trump, che ha affermato di sostenere «al cento per cento Israele» e del Dipartimento di Stato USA che ha parlato di «diritto di autodifesa» di Israele. Capovolgendo la realtà, Trump ha accusato le organizzazioni palestinesi indicandole come colpevoli. La portavoce dell’UE, Mogherini, ha affermato domenica che «gli attacchi indiscriminati di razza da parte di uomini armati palestinesi a Gaza» devono esser immediatamente fermati, ribadendo l’impegno dell’UE «per la sicurezza di Israele». Esplicito il sostegno alla criminale aggressione israeliana anche da parte dell’Italia, per bocca del Ministro degli Interni Salvini che ha espresso «solidarietà al primo ministro Netanyau» e del Ministro degli Esteri Moavero che a nome del governo M5S-Lega «condanna con fermezza il lancio di razzi verso il territorio israeliano» e «ribadisce che Israele, al pari di ogni Stato, ha diritto all’autodifesa e rinnova, a nome dell’Italia, un forte appello affinché cessino le aggressioni e le violenze».

Tutto questo come se, poche ore prima, gli aerei da guerra israeliani non avessero bombardato campi profughi, case, scuole, università, biblioteche. Come se le bombe “F-14” non fossero esplose su bambini appena nati massacrati ancora prima di muovere i primi passi. Come se le bombe israeliane non abbiano spezzato la vita di studenti delle scuole superiori. Come se non fossero scomparse intere famiglie.

Dopo aver distrutto interi distretti di Gaza, è stato annunciato un nuovo fragile cessate il fuoco mediato da Egitto e Qatar. Questo sviluppo è stato accolto favorevolmente dagli imperialisti USA e UE, dai diplomatici delle Nazioni Unite, condividendo nuovi “desideri” per la “pace” a poche settimane da quando gli USA dovrebbero presentare il loro cosiddetto “piano di pace” per i palestinesi. Un piano che, da quanto già si conosce, è diretto contro la giusta causa palestinese, cancellando anche gli inutili impegni precedenti.

Il Partito Comunista Palestinese, in una nota inviata a Solidnet, ha condannato gli attacchi considerando che il silenzio del mondo arabo e il disprezzo della comunità internazionale verso Gaza «incoraggia lo Stato sionista a continuare l’aggressione contro il nostro popolo nella Striscia di Gaza assediata». Il PCP ha chiamato tutti i palestinesi, ovunque in Cisgiordania, nei campi profughi e della Diaspora, a sostenere «il nostro eroico popolo nella Striscia di Gaza» e a non subire «passivamente questa aggressione». I comunisti chiedono di «affrontare la barbarie sionista contro il nostro popolo attraverso l’unità delle file palestinesi e mettendo fine alla divisione interna, un’unità nazionale per contrastare le cospirazioni che si stanno schiudendo contro la nostra causa nazionale, che vogliono liquidare attraverso il cosiddetto “accordo del secolo” statunitense». Infine, i comunisti palestinesi responsabilizzano l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) per la ricerca di «negoziati assurdi, che hanno portato la nostra causa e aspirazioni del nostro popolo alla libertà e indipendenza verso l’abisso, senza ottenere alcun risultato per il nostro popolo se non solo più terra confiscata e ulteriori misure repressive».

Proprio nei giorni in cui si consuma l’ennesimo massacro di civili a Gaza, gli USA hanno inoltre compiuto un altro passo per intensificare la pesante pressione sull’Iran spostando la portaerei USS Abraham Lincoln nel Golfo Persico, accrescendo ulteriormente la tensione e pericoli nella regione (di contro l’Iran ha annunciato di uscire da alcuni degli accordi sul nucleare), con la motivazione espressa dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton, di «inviare un chiaro messaggio» all’Iran che qualsiasi “attacco” da parte sua «contro gli interessi statunitensi o alleati di Washington nella regione saranno trattati con forza implacabile». Il riferimento è alle recenti dichiarazioni dei funzionari iraniani sulla possibile chiusura dello strategico Stretto di Hormuz, che divide la Penisola arabica dalle coste dell’Iran, mettendo in comunicazione il Golfo di Oman a sud-est, con il Golfo Persico ad ovest, e da dove passa circa un quinto della produzione mondiale di petrolio.

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