PC Venezuela (PCV): resistere all’aggressione imperialista, approfondire il processo rivoluzionario

Il PCV chiama a costruire i Consigli Popolari e il controllo operaio sulla produzione

Nonostante i meccanismi messi in atto, in particolare dal 23 gennaio scorso, per il tentativo golpista in Venezuela siano ormai ampiamente smascherati e il popolo venezuelano abbia risposto con esemplare disposizione alla resistenza, non si arrestano le provocazioni, le pressioni e le attività golpiste che mirano a creare le condizioni per un intervento militare imperialista. Tra questi, si segnalano la presa con la forza da parte di un gruppo affine al golpista Guaidó dell’ambasciata venezuelana in Costa Rica lo scorso 20 febbraio, l’attacco armato contro la delegazione diplomatica venezuelana in Ecuador e la provocazione dei presunti “aiuti umanitari” da far entrare nel paese architettata dagli imperialisti USA e UE il 23 febbraio in continuità con i piani militari con cui gli USA da settimane stanno accerchiando il Venezuela.

Come parte attiva della mobilitazione del movimento popolare antimperialista e rivoluzionario, i comunisti venezuelani agiscono per la costruzione della più ampia unità antimperialista per respingere l’aggressione e i tentativi golpisti e per il protagonismo operaio-contadino per approfondire il processo bolivariano in senso rivoluzionario togliendo le basi capitaliste su cui si poggia la reazione. In una conferenza stampa tenuta a Caracas lo scorso 18 febbraio, il Partito Comunista del Venezuela (PCV), per voce del suo segretario Oscar Figuera, ha presentato gli esiti del XIII Plenum del Comitato Centrale con relative proposte per l’organizzazione e lo sviluppo della resistenza contro il tentativo di golpe imperialista in atto nel paese bolivariano.

Analizzando la situazione politica, i comunisti sostengono la necessità di «elaborare un programma comune per garantire, nella difesa dei diritti e conquiste dei lavoratori, la più ampia unità nella lotta contro l’imperialismo statunitense ed europeo». A tal fine, la riunione plenaria del CC del PCV ha deliberato la creazione dei Consigli Patriottici Popolari (CPP), definiti «istanze di base delle correnti democratiche, popolari patriottiche, rivoluzionarie disposte a difendere gli interessi della patria Bolivariana e gli interessi del popolo venezuelano contro il capitale imperialista e quei settori interni del capitale e del governo che non soddisfano gli interessi del nostro popolo.» In questo senso Figuera ha rivolto un invito alle «correnti avanzate del movimento popolare rivoluzionario ad incontrarsi per costruire questo spazio dove forgiare l’unità dalla base, per affrontare l’imperialismo, ma anche l’incoerenza, il tradimento, il disfattismo di diversi settori del processo contro gli interessi della patria e del popolo venezuelano».

«Bisogna elevare le capacità di unità, organizzazione e disposizione combattiva della classe operaia e del popolo lavoratore della città e della campagna contro l’aggressione dell’imperialismo, della destra mondiale e dell’oligarchia senzapatria» – ha sottolineato Figuera.

Il Partito Comunista del Venezuela (PCV) ha ribadito inoltre la proposta di sciogliere l’Assemblea Nazionale (parlamento) essendo una istituzione «convertitasi in strumento della cospirazione e della sedizione, in strumento dell’aggressione imperialista e della destra mondiale» contro il popolo venezuelano. Per Oscar Figuera, l’autoproclamazione di Guaidò ha smascherato le intenzioni della AN come al servizio degli interessi stranieri. Inoltre i comunisti chiedono all’ANC (Assemblea Nazionale Costituente) di «convocare nuove elezioni dell’AN per rendere di nuovo legittima questa istituzione pubblica» e una riforma elettorale in senso proporzionale per garantire che le varie forze sociali abbiano reale rappresentazione per una nuova Assemblea Nazionale che sia espressione reale «della pluralità patriottica del nostro popolo ed esser così strumento per affrontare l’aggressione insieme all’ANC, al nostro popolo, alle forze armate e alle milizie popolari – che devono esser armate – per difendere l’integrità della nostra patria».

Per fronteggiare l’aggressione imperialista il PCV rivolge l’appello «a tutto il popolo, alla classe operaia, ai contadini, la gioventù, le donne, i popoli indigeni, le correnti militari patriottiche, i credenti e non credenti, alla più ampia unità patriottica, democratica, popolare e rivoluzionaria per consolidare le forze interne del Venezuela a livello continentale e mondiale, per sconfiggere le pretese dell’imperialismo statunitense e europeo di controllare il territorio latinoamericano» nel quadro dell’acutizzazione delle contraddizioni intercapitaliste e interimperialiste per una nuova spartizione del mondo, delle sue ricchezze naturali e fonti d’energia, il controllo dei mercati, vie di commercio e posizioni geostrategiche.

«In questo contesto – spiega l’Ufficio Politico de PCV in un suo documento di gennaio – l’America Latina è concepita dall’apparato finanziario-energetico-militare-industriale statunitense e europeo, al cui servizio ci sono i governi delle potenze imperialiste, come una loro riserva che deve esser sottomessa, dominata, subordinata e ricolonizzata per poter disporre, senza resistenze da parte dei popoli, delle sue ingenti risorse. Il Venezuela, per le sue immense ricchezze che possiede e la sua strategica collocazione geografica, è un territorio storicamente ambito dal grande capitale transnazionale. Il suo controllo da parte dell’imperialismo statunitense e europeo, li collocherebbe in posizione strategicamente favorevole nella disputa mondiale con la Cina e la Russia».

Sul piano internazionale, Figuera ha «salutato l’immenso appoggio solidale alle lotte del popolo venezuelano e ai lavoratori e lavoratrici espressi dai movimenti progressisti, democratici, popolari e rivoluzionari del mondo che hanno condannato l’aggressione imperialista», in cui sottolinea particolarmente la «solidarietà internazionale e il ruolo dei Partiti Comunisti e Operai del mondo così come le gioventù comuniste».

Tra le misure da assumere immediatamente, il partito del gallo rosso avanza la «confisca delle proprietà dei traditori, di coloro che sono al servizio della sedizione, dell’intervento e della guerra carognesca dell’imperialismo contro il nostro paese». «Coloro che promuovono l’intervento militare straniero – prosegue – devono esser chiamati con il loro nome: traditori degli interessi del popolo e della patria bolivariana, e devono esser trattati come tali». In questo gruppo, Figuera include i monopoli del settore finanziario, il settore commerciale e coloro che praticano la speculazione. «I settori del grande capitale che speculano con i beni fondamentali del nostro popolo devono esser puniti», ha spiegato.

Infine, il segretario generale del PCV ha affermato che «attraverso la partecipazione operaia-contadina e popolare, bisogna esercitare il controllo dei processi produttivi. Un controllo rivoluzionario e popolare, non un controllo burocratico e corrotto. Controllo popolare, controllo operaio, controllo rivoluzionario» ha ribadito insieme alla richiesta di approfondire le sanzioni imposte al grande capitale e ai settori finanziari. «Stabilire una politica di prezzi sotto il controllo operaio e popolare, così come la nazionalizzazione della banca e dei settori finanziari» e un «programma di emergenza economica, sociale e politica sotto il controllo e la partecipazione operaia, contadina, comuneros (le comuni) e popolare», sono le altre proposte dei comunisti.

Il PCV sta portando avanti incontri con diverse organizzazioni sociali e politiche che compongono il Fronte Popolare Antimperialista e Antifascista. Nella recente dichiarazione congiunta del FPAA in cui si denunciano e condannano i piani golpisti e l’aggressione imperialista, le ingerenze e provocazioni economiche-militari dell’imperialismo americano e europeo, del Gruppo di Lima, dell’oligarchia sudamericana e venezuelana, si chiama alla mobilitazione popolare e a «stabilire il controllo operaio-contadino, comuneros e popolare, sui processi di produzione, commercializzazione e distribuzione e promuovere un piano di industrializzazione nazionale e una vera rivoluzione agraria in grado di portare il paese definitivamente fuori dalla dipendenza, dallo sfruttamento e il ricatto spietato antipatriottico dei grandi nemici storici del popolo venezuelano e del mondo».

Fonte: Correo del Orinoco / Tribuna Popular / PCV

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