Dichiarazione dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista del Venezuela (PCV) contro l’aggressione imperialista al popolo venezuelano

Nella conferenza stampa straordinaria tenutasi venerdì 25 gennaio Oscar Figuera, Segretario Generale del Comitato Centrale del PCV, ribadisce che si sta sviluppando un colpo di stato lanciato dall’imperialismo USA, dai governi lacchè dell’America Latina e dalla servile destra venezuelana antipatriottica che, disconoscendo Nicolas Maduro come presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, tentano di instaurare un governo fantoccio nel Paese e creare le condizioni per un quadro di violenza politica che può condurre alla guerra civile, con la quale giustificare l’intervento diretto da parte della reazione internazionale.

Di fronte a questa realtà, il PCV ha concordato di:

  • attivare tutte le capacità del PCV, JCV [l’Organizzazione giovanile comunista, n.d.t.] e dei fronti di massa politici per promuovere la più ampia alleanza patriottica, democratica e popolare-rivoluzionaria contro il golpe imperialista;
  • continuare a promuovere la solidarietà internazionale dei partiti comunisti e operai e il movimento progressista mondiale, che si sta sviluppando attraverso il Dipartimento di Politica Internazionale del PCV, la JCV, il COSI [Comitato di Solidarietà Internazionale, organizzazione venezuelana, membro dal 1972 del Comitato Esecutivo del World Council of Peace, n.d.t.] e i fronti politici di massa, espressa in decine di azioni e messaggi di solidarietà provenienti da diverse organizzazioni come il Consiglio Mondiale della Pace, la Federazione Sindacale Mondiale, Federazione Democratica Internazionale delle Donne, Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, partiti comunisti del mondo e di altre organizzazioni;
  • promuovere la più ampia alleanza patriottica, democratica e popolare-rivoluzionaria, che deve avere espressione nell’integrazione della direzione del processo venezuelano, che permetta di sconfiggere l’aggressione imperialista e risolvere i gravi problemi del nostro popolo;
  • promuovere un governo di ampia alleanza patriottica e democratica popolare-rivoluzionaria, che colpisca i settori alleati dell’imperialismo USA, principalmente i monopoli, in particolare il settore finanziario speculativo, che quotidianamente saccheggia il nostro popolo;
  • sviluppare un ampio piano di mobilitazione nazionale e internazionale che aggreghi il movimento operaio-contadino, comunale e popolare, civile e militare, credenti e non credenti uniti in difesa della patria;
  • esigere che i governi nazionali, regionali e comunali esercitino la loro autorità per neutralizzare le mafie della speculazione e della corruzione che agiscono impunemente, le azioni necessarie per recuperare il potere d’acquisto dei salari e l’accesso ai beni e ai servizi di base;
  • sostenere la richiesta di una riunione immediata del GPPSB [Grande Polo Patriottico Simon Bolivar, coalizione di governo, n.d.t] con il presidente Nicolas Maduro Moros, insistendo allo stesso tempo su un bilaterale con il capo dello stato in cui presentare le proposte del PCV, che consenta l’uscita rivoluzionaria dalla presente crisi capitalista.
  • Di fronte all’aggressione imperialista, il PCV, la JCV e i fronti politici di massa guideranno l’unità più ampia patriottica, democratica, popolare-rivoluzionaria per sconfiggere il colpo di stato in atto.
  • Esprimiamo la nostra solidarietà ai venezuelani che in tutto il mondo soffrono per atti di xenofobia promossi dai governi di destra, in particolare in Ecuador. Condanniamo questa politica al servizio dell’imperialismo nordamericano che cerca di raggiungere i suoi obiettivi di dominio, dividendo, disgregando e opprimendo i nostri popoli.
  • Il PCV sostiene la decisione del governo di interrompere le relazioni diplomatiche e consolari con il governo degli Stati Uniti.

CONTRO IL GOLPE IMPERIALISTA!

UNITI IN DIFESA DELLA PATRIA!

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1 Comment

  1. Il commento di seguito, tiene conto di aspetti emotivo-intellettivi, intuitivi.
    Che gli U.S.A., l’U.E. ed il Parlamento Italiano facciano tutti breccia comune contro il nuovo Governo eletto in Venezuela e che forze potenti del capitale internazionale hanno spinto forze reazionarie ad autoproclamarsi alla Presidenza del Venezuela è un atto lampante: è vero che si tratta di colpo di Stato. Il proletariato venezuelano, ha, a quanto ho percepito, sostenuto Maduro e contro di lui si è schierata la classe media di studenti ed ingegneri, forze della piccola e media borghesia imprenditoriale e commerciale. Nel Parlamento Italiano tutti danno addosso al nuovo Governo Venezuelano, e nella peggiore delle ipotesi, come si può essere così vigliacchi equidistanti preteschi ed ipocriti come nelle dichiarazioni di Liberi ed Eguali, di non calcare mano paventando una guerra civile in Venezuela. Il capitale non rinuncia al suo potere politico con libere elezioni, in qualsiasi Paese, e in Venezuela, come chiara immagine ora, nelle quali il proletariato promuova un governo dei propri interessi sociali, e che in Venezuela ha promosso il Governo Maduro. La guerra civile tra proletariato venezuelano e classi medie della borghesia è la premessa per la dittatura del proletariato. Gli U.S.A., l’U.E., il Parlamento Italiano hanno di fatto timore, nell’interesse degli sviluppi del capitale mondializzato, del voto del proletariato venezuelano e perciò calpestano con arroganza ed ipocrisia il diritto all’Autodeterminazione dei Popoli. Qui si tratta di autodeterminazione degli interessi e dell’autogoverno politico del proletariato del Venezuela e la guerra civile dovrebbe, in linea con l’esperienza storica della lotta tra le classi, uscirne fuori per forza di cose, come socialmente auspicabile per spezzare le rigide articolazioni delle membra del capitale, che allunga i suoi arti in questo Paese. E la guerra civile continuerebbe per la difesa politica degli interessi sociali del proletariato con le armi, perchè imposta dalla prepotenza sociale e politica del capitale internazionale. Dalla sua ingerenza politica continua inevitabile, terroristica con appello ai media e agli organi d’informazione con la pressione politica degli organismi internazionali.

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