Morire di indifferenza

Si è consumata l’ennesima tragedia nella baraccopoli di San Ferdinando, dove un ragazzo di 18 anni originario del Gambia Suruwa Jaithe il cui sogno era quello di studiare, è morto carbonizzato a causa di un incendio divampato nella notte probabilmente per un braciere che veniva utilizzato per riscaldarsi. Un anno fa perse la vita per un incendio doloso una ragazza di 26 anni, Becky Moses , alla quale era stata negata la richiesta d’asilo e poi era stata allontanata.

Lo sfruttamento per competere sui mercati

In questa baraccopoli vengono stipati i raccoglitori di arance della Piana di Gioia Tauro sfruttati e schiavizzati per 2 euro circa all’ora.

La filiera agroalimentare in Italia costituisce il 10% del PIL e il capolarato è solo la punta di un iceberg di un sistema di sfruttamento del lavoro bracciantile, che parte “dall’alto” della filiera, dove le grandi aziende del settore fatturano miliardi sulla pelle di lavoratori italiani e stranieri. Quest’ultime non si pongono alcun problema riguardo alle condizioni disumane in cui vivono questi lavoratori da cui vogliono solo trarre profitto, mentre la criminalità organizzata si prende la sua bella fetta di guadagno!

Tutto questo avviene davanti a gli occhi di tutti senza alcun tipo di controllo e la connivenza dei politici di turno. Questo evidenzia come in nome del profitto del capitale non vi sia alcuna differenza tra gli sfruttati, se non una maggiore o minore ricattabilità, a seconda del grado di disperazione in cui versano, mentre il padrone rimane protetto e impunito!

Il governo della continuità

E’ evidente come questo governo, con i suoi slogan e le comparsate come quella di Salvini a San Ferdinando condite di bufale e promesse non mantenute, stia dalla parte del padrone, inculcando l’idea che ragazzi come Surawa rappresentino un pericolo, la causa dei problemi della nostra vita e della nostra società, tant’è che queste morti inverosimilmente vengono dimenticate o peggio ignorate o addirittura auspicate!

Dopo l’allontanamento dallo Sprar di Gioiosa Jonica, la paura di essere cacciato a causa del “Decreto Sicurezza” del ministro Salvini, porta Suruwa ad accamparsi nella baraccopoli, come avvenne per Becky.
In questi giorni un altro effetto del “Decreto Sicurezza” ha portato 24 persone, in possesso di un permesso umanitario, ad essere allontanate dal Cara di Isola Capo Rizzuto e abbandonate nei pressi della stazione di Crotone; tra essi una ragazza di 19 anni incinta con una bimba di 5 mesi esposta a pericoli e intemperie.

Denunciamo con tutte le forze quanto sta accadendo, le politiche di questo governo, mirate a colpire le fasce più deboli della popolazione, creano odio e divisione di classe, quella classe sfruttata che deve necessariamente unirsi contro il nemico comune!

La ”sicurezza” per il popolo italiano, deve essere la sicurezza di avere un lavoro stabile, una pensione adeguata, una casa, istruzione e cure mediche di qualità e accessibili a tutti e non di certo negare l’accoglienza a chi fugge da guerre, carestie e povertà frutto di questo sistema! Coloro che hanno emanato queste leggi, sono gli stessi che difendono chi ci sfrutta, chi ci impoverisce, che denigravano gli stessi italiani che vivono al Sud colpevolizzandoli della crisi!

Non dobbiamo farci abbindolare da questo giogo di potere del governo. Le condizioni di vita delle masse popolari non cambieranno solo perché centinaia di persone vengono o verranno gettate in mezzo alla strada e ne stiamo avendo la dimostrazione. Suruwa, dimenticato da vivo e ancor più da morto, rappresenta il capro espiatorio delle nefandezze di questo sistema basato sul profitto di pochi a scapito della maggioranza della popolazione. Surawa nostro fratello non doveva morire cosi’, dobbiamo fare in modo che questo non accada mai più e l’unico modo è quello di unirci e lottare per cambiare questo sistema per una società giusta e libera dalle catene dello sfruttamento. Il socialismo!

About Redazione 505 Articoli
Organo ufficiale del Partito Comunista

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*