Gilet gialli, il sostegno del PCRF: «È la scintilla che appicca il fuoco»

Riproduciamo il recente comunicato del Partito Comunista Rivoluzionario di Francia (PCRF), membro della Iniziativa Comunista Europea, sulle mobilitazioni del cosiddetto movimento dei “gilet gialli”. Leggi qui precedente comunicato.

Tutti insieme contro la politica di Macron, l’uomo del capitale finanziario! 

La crisi politica e sociale si acuisce giorno dopo giorno. La rabbia accumulata negli anni contro una politica al servizio esclusivo dei monopoli capitalistici e dei gruppi finanziari, che rientra nelle linee guida dellUnione europea dei capitalisti, irrompe attraverso il movimento dei gilet gialli, ma anche tra gli studenti delle scuole superiori, tra personale ospedaliero e medico, nella classe operaia. 

Un anno e mezzo dopo le elezioni presidenziali e legislative, il potere è isolato e sembra non controllare più completamente la situazione. Per tutti, Macron è il “presidente dei ricchi”, più precisamente dei consigli di amministrazione di società e banche. Lui, il suo governo e la sua maggioranza hanno mostrato la loro sprezzante alterigia di classe di fronte ai lavoratori e alle masse popolari. Le leggi antisociali smantellano le conquiste delle lotte del movimento operaio del secolo scorso. Gravi minacce pesano sulla sicurezza sociale, sul futuro dell’educazione, sulle pensioni. Mentre il governo e Macron non smettono di giustificare la necessità di ridurre la tassa sul capitale, sui patrimoni accumulati, allo stesso tempo aumentano il peso delle imposte indirette e accentuano il carattere di classe della tassazione. Smantellano i servizi pubblici. Sopprimono la tassa sull’abitazione non perché è ingiusta, ma per soffocare i comuni e i dipartimenti per tagliare ancora i servizi pubblici e, a lungo termine, prevedono di rimuovere la tassa sui ricchi! Parlano di risparmi, ma aumentano il budget militare. Parlano di economia ed ecologia, ma stanno facendo la guerra in Asia, in Africa e vendendo armi all’Arabia Saudita per massacrare il popolo yemenita. 

L’imposta sul carburante ha cristallizzato tutta la rabbia che non riusciva a esprimersi. Per milioni di lavoratori, è la scintilla che appicca il fuoco: costretta a vivere in periferia a causa della speculazione immobiliare, costretta a lavorare in aree di attività sempre più remote, costrette a frequentare grandi aree commerciali a causa della scomparsa di negozi locali, costretti a utilizzare l’auto perché non ci sono trasporti pubblici o non sono adatti, i lavoratori, ma anche gli abitanti delle zone rurali, i pensionati e i disoccupati sono ancora una volta attaccati dal governo e dal Presidente della Repubblica, che mentono spudoratamente per far passare la loro politica: perché le tasse petrolifere e tutte le misure contro gli automobilisti hanno poco a che fare con la cosiddetta transizione energetica o ecologica! Il diesel inquina? Ma allora perché la legge Macron consente lo sviluppo del trasporto con l’autobus diesel? L’auto inquina? Ma allora, perché costringere la SNCF a chiudere le piccole linee, le stazioni di campagna, sopprimendo dei treni? Perché sviluppare il trasporto merci su camion a scapito di ferrovie o canali? Perché il prezzo del biglietto aumenta con il prezzo della benzina e che per tre persone il costo del viaggio in auto rimane inferiore a quello del treno? Macron fa una messinscena quando spiega, come i suoi ministri, che si tratta di finanziare la transizione energetica! Se qualcuno deve finanziare, sono coloro che, dagli anni Cinquanta del secolo scorso, hanno imposto tutta questo percorso: i petrolieri, le case automobilistiche, i monopoli delle costruzioni e lavori pubblici, come Bouygues e Vinci, e non i lavoratori che hanno subito questa politica. Proprio come nelle condizioni odierne, è insopportabile dire a persone che non riescono a sbarcare il lunario, la tua auto deve essere rottamata perché troppo vecchia, troppo inquinante, compra un’auto elettrica (tra parentesi: globalmente più inquinanti nella sua fabbricazione rispetto alle nostre attuali auto se si fa riferimento alla questione del trattamento dei rifiuti, in particolare le batterie, per non parlare dello sfruttamento dei bambini che lavorano nelle miniere in Africa per estrarre metalli rari, di cui sono proprietari i monopoli francesi …) per rafforzare le entrate mensili di Ghosn [Amministratore delegato di Renault, ndt] e di altri! Perché il governo non solo non trova nulla di cui lamentarsi sull’ammontare dei benefit, ma copre anche, in nome della presunzione di innocenza, gli imbrogli finanziari di questo signore quando non li giustifica con il pretesto che è legale portare la sua fortuna in un paradiso fiscale! 

Il Partito Comunista Rivoluzionario di Francia ribadisce la sua solidarietà al movimento dei gilet gialli, mentre chiede la vigilanza contro i tentativi da parte dei gruppi fascistizzanti di inquinare il movimento. Ma la migliore vigilanza sta nella massiccia partecipazione del movimento operaio al movimento attuale. I gilet gialli devono capire che il movimento sindacale organizzato è il loro miglior supporto. Ma la dirigenza sindacale deve essere presente all’iniziativa: essa si è dimostrata finora incapace di sostenere la rabbia del proletariato e delle classi lavoratrici, nonostante la brutalità degli attacchi del capitale monopolista attraverso la politica macronista. Dobbiamo smetterla coi giorni di azione senza un domani, sfilate senza coerenza. È necessario uno sciopero generale di almeno 24 ore per l’aumento dei salari, il ritiro delle tasse sul carburante, ma anche il ritiro della legge che smantella la SNCF, le “loi travail” [leggi sul lavoro, ndt], le leggi che attaccano le libertà democratiche e le leggi che autorizzano il lavoro di domenica. Ciò che mostrano i gilet gialli è che quando si presenta la necessità, i lavoratori sono pronti per azioni che durano nel tempo, il che è comprovato da una serie di vertenze di lavoro come i lavoratori dell’hotel Hyatt-Vendôme. Continuare a fare gli schizzinosi significa fornire supporto oggettivo a Macron! Scivolare nella collaborazione di classe, nel cosiddetto dialogo sociale tra le parti sociali! Questo è ciò che i lavoratori che partecipano ai gilet gialli non vogliono più, quando esprimono la loro opposizione alla presenza dei sindacati, tutti i membri della confederazione europea dei “sindacati”, espressione della politica dell’Unione europea, che supporta la politica di Macron! Proprio come non vogliono la presenza di partiti che hanno governato alternativamente per quasi quarant’anni nella stessa politica, o quelli che, come il PCF [Partito Comunista Francese, che ha recentemente sostituito la falce e martello nel proprio simbolo, ndt], non hanno altri orizzonti che essere la ruota di scorta del carrozzone del PS. 

Sì, Gilet gialli, dovete fare politica, perché i vostri avversari non smettono di farla! Questa politica di cui avete bisogno è la lotta contro le forze che difendono un mondo dove la povertà si sta diffondendo, dove non c’è spazio per il tempo libero, per offrire giocattoli ai figli, dove la disoccupazione è una spada di Damocle, dove è più difficile farsi curare, dove l’educazione rafforza la selezione sociale, dove i poveri pagano sempre più tasse e dove i capitalisti, la grande borghesia, pagano sempre meno e incassano sempre di più. Questa politica di cui avete bisogno è quella dei veri comunisti: una politica contro il sistema marcio del capitalismo, per un sistema libero dai parassiti che sono gli azionisti, i gruppi finanziari, i proprietari del capitale; per il socialismo-comunismo, dove il potere sarà esercitato dai lavoratori! 

Esigere immediatamente: 

  •   Rimozione delle tasse sul carburante! 
  •   Tassazione degli utili di capitale, ripristino delle imposte sulle società capitaliste per finanziare servizi pubblici di qualità! 
  •   Sviluppare i trasporti pubblici, la SNCF, i canali, contro il “tutto su strada”, fattore di inquinamento e di incidenti! 
  •   No all’ingiustizia fiscale, che paghino i capitalisti! 

Mobilitiamoci: per mettere fine al capitalismo che è la causa di tutti i nostri mali e che non ha altro da offrire che la miseria per il maggior numero di persone al fine di arricchire Carlos Ghosn!

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