La storia (ri)scritta da Tajani e Farage.

Al Parlamento Europeo è andato in scena un simpatico siparietto tra il presidente Tajani e l’eurodeputato Farage, ex leader del partito indipendentista inglese UKID. Nel prendere la parola sul voto sollecitato dalla sinistra europea sull’antifascismo, il presidente Tajani si è lasciato andare a affermazioni tanto raffazzonate quanto storicamente precarie. «Non credo – ha affermato Tajani – che in quest’aula ci siano nostalgici e eredi del nazismo o della dittatura comunista sovietica, due orribili e devastanti sistemi politici che hanno arrecato ferite profonde all’Europa. Grazie a Dio queste due dittature sono scomparse grazie all’Unione Europea». Tra gli applausi dell’emiciclo si è sollevata la risata dell’inglese Farage al quale piccato Tajani ha risposto: «C’è poco sa ridere, c’è poco da ridere. C’è da rispettare le idee degli altri anche se non si è d’accordo», abbandonandosi poi a un po’ di latinorum per ricordare ai barbari presenti nell’aula di Bruxelles, che noi italici discendiamo pur sempre dai conquistatori romani. «Risus abundat in ore stultorum –  ha sentenziato il presidente – Se volete essere rispettati onorevole Farage impari a rispettare le opinioni degli altri, perché questa è la democrazia. Lei evidentemente è nostalgico di qualche dittatura se non rispetta le opinioni degli altri […] Rimanga in silenzio».

Con aplomb british Farage ha prontamente risposto prendendo la parola: «Tralasciando i suoi commenti verso di me – ha controbattuto l’eurodeputato britannico – mi sembra che stiamo lottando contro la nostra storia» E fin qui tutto bene, aggiungiamo noi. Ma da un nazionalista inglese non si può certo aspettare tanto. E infatti di lì a poco… «Affermare che la UE ha portato alla caduta del nazismo e del comunismo sovietico  – continua Farage – non solo è risibile, ma anche sgraziato e oltraggioso verso gli Stati Uniti che si sono sacrificati in massa per liberare l’Europa […] Affermi ciò che vuole sull’Unione Europea ma per favore non riscriva la storia».

Nella classifica giornaliera dei riscrittori della storia in effetti Farage si piazza al secondo posto alle spalle di Tajani, che vince di netto. Il delfino di Berlusconi non ha resistito infatti alla tradizionale equiparazione tra nazismo e comunismo, ed è caduto su un evidente strafalcione storico. Che la sconfitta del nazismo sia stata determinata dall’Unione Europea è davvero affermazione risibile, se non altro perché i primi antenati della UE sarebbero nati sono nel ’57 con i trattati di Roma a nazismo già da tempo sconfitto (la guerra finisce nel 1945)!

Il convitato di pietra di questa discussione però è proprio l’Unione Sovietica equiparata al nazismo da Tajani e dimenticata anche da Farage, che assegna agli USA il merito della vittoria sul nazi-fascismo. Peccato che in termini di contributo di sangue alla sconfitta del nazismo l’URSS abbia perso 23.000.000 di persone tra civili e soldati, contro i 413.000 americani. Basterebbe questo dato a parlare da sé. Ma evidentemente ormai la storia può essere riscritta a piacimento. Dopo un programma di approfondimento storico come Ulisse che addirittura ha affermato che i sovietici consegnavano gli ebrei ai nazisti, siamo pronti per tutto. D’altronde si sa, la storia la (ri)scrivono i vincitori.

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