Grecia bloccata dallo sciopero generale di 24h contro il capitale, l’UE e il governo

Sotto lo slogan “il vostro sviluppo (del capitalismo) schiaccia le nostre vite! Lotta, organizzazione e contrattacco sono la nostra scelta!” migliaia di lavoratori, giovani, disoccupati e lavoratori autonomi, pensionati, hanno partecipato alle manifestazioni organizzate dal PAME in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore contro un nuovo ciclo di riforme legate al “terzo piano di salvataggio”. Bloccati molti centri di lavoro, uffici pubblici, i voli, porti, ferrovie, trasporto urbano, giornali e notiziari televisi.

Ad Atene, oltre 10.000 lavoratori, riuniti in piazza Omonia, hanno marciato per le vie centrali della città fino al parlamento in piazza Syntagma, dove hanno protestato contro le politiche antipopolari e antioperaie del governo Syriza-ANEL e dell’Unione Europea al servizio dei capitalisti.

Alla manifestazione ha partecipato il Segretario Generale del Partito Comunista di Grecia (KKE), Dimitris Koutsoumpas che ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Non abbiamo illusioni, gli attacchi antipopolari continueranno, Syriza e Nuova Democrazia (centrodestra) stanno cercando di nascondere la loro visione strategica comune con falsi scontri, attraverso false promesse. Il movimento operaio-popolare deve raggrupparsi adesso per prendere l’intera situazione nelle proprie mani, con un forte KKE».

Il PAME ha evidenziato come il governo si rifiuta da due anni di discutere in parlamento il progetto di legge nato da 518 Centri Sindacali Regionali, Federazioni e Sindacati, raggruppati nel PAME, presentato in parlamento dal KKE e che prevede l’abolizione delle leggi contro i lavoratori, con il recupero delle perdite subite con i memorandum della Troika e la firma dei contratti collettivi di lavoro, con aumenti salariali, delle pensioni e delle retribuzioni sociali. Il fronte sindacale di classe con questo sciopero rafforza la chiamata ai sindacati e operai «a raggrupparsi sul percorso del contrattacco, prendendo la nostra vita nelle nostre mani. Mettere al centro le nostre rivendicazioni, bisogni e interessi della classe operaia e delle classi popolari in conflitto con la strategia del capitale, dell’UE e del governo».

«Dobbiamo alzare la bandiera dei nostri bisogni» era stato lo slogan per la chiamata allo sciopero da parte dei dirigenti del PAME, per tracciare il terreno dell’indipendenza di classe dei lavoratori sollevando i propri interessi autonomi contro la borghesia del proprio paese, i governi ed i sindacati collaborazionisti, l’Unione Europea e ogni alleanza imperialista, al fine di sviluppare «una vera alleanza sociale tra coloro che sono colpiti dalla politica della barbarie capitalista e dei gruppi monopolistici. Su questo terreno matureranno le rivendicazioni che colpiscono alla radice questo sistema di ingiustizia e sfruttamento, che genera guerre e profughi».

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Nel porto del Pireo, il più grande della Grecia, centinaia di lavoratori portuali e manifestanti hanno tenuto una protesta militante, nonostante le varie minacce dei capi della multinazionale cinese (statale) COSCO giunti a minacciare arresti e persecuzioni nei confronti di chiunque impedisse alla compagnia di funzionare durante lo sciopero. La risolutezza dei lavoratori e dei membri del PAME ha impedito ai padroni di “spezzare” lo sciopero rilanciando la lotta prolungando di altre 24h lo sciopero.

Tensioni con la polizia davanti alla sede della Confindustria Ellenica ad Atene. Grandi manifestazioni del PAME anche a Salonicco, Patrasso, Larisa e in altre città della Grecia, per un totale di 67 città nelle quali è stata anche condannata la partecipazione del governo greco agli interventi e guerre imperialiste.

Dal movimento operaio e popolare greco arriva ancora una volta un importante esempio per i lavoratori italiani. L’unica strada per bloccare gli attacchi che i lavoratori subiscono in tutta Europa e per liberarsi dalle sofferenze e sfruttamento del marcio sistema capitalistico è quella di prendere parola mettendo in campo la propria organizzazione e i propri strumenti di lotta, in primis lo sciopero generale, sollevando i propri interessi di classe senza farsi intrappolare negli inganni e false dicotomie interne alla classe dominante e i suoi partiti.

fonte: idcommunism / 902.gr / pamehellas.gr

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