«La nostra riflessione sul 25 aprile a Milano». Parla Luca Ricaldone, segretario del PC di Milano

  • Cosa state programmando per il 25 aprile, data storica per tutti i comunisti e gli antifascisti italiani?

La federazione di Milano sta organizzando una grande iniziativa pubblica. Un momento di discussione a cui parteciperà il nostro segretario nazionale, Marco Rizzo e il noto storico Alessandro Barbero, con il contributo di Lorenzo Lang, segretario del FGC e la straordinaria testimonianza di Argante Bocchio, combattente partigiano.

Riteniamo che questo momento di confronto sia necessario per andare a riscoprire il significato vero della lotta partigiana nel nostro Paese, contro tutti i tentativi di mistificazione che sono stati portati avanti in questi anni: dai tentativi di criminalizzazione della Resistenza all’equiparazione delle vittime, fino all’utilizzo strumentale di questa data portato avanti dai partiti di cento-sinistra nel tentativo di rileggere l’esperienza partigiana in chiave puramente democratica (nel senso borghese del termine) con il fine neanche troppo nascosto di giustificare l’esistente.

Alla base della lotta partigiana non vi fu soltanto una semplice opposizione contro un regime autoritario e opprimente, ma anche la volontà, condivisa da grandissimi settori delle brigate partigiane, di costruire, partendo dalla lotta per la Liberazione, una società differente, basata su paradigmi lontanissimi da quelli che caratterizzano la nostra attualità.

Quella del 25 sarà un’occasione da non perdere per chiunque abbia la volontà di uscire da questa visione fuorviante ed annacquata di uno dei momenti di lotta più alti della nostra storia.

 

  • Effettivamente è indubbio che con il passare degli anni la memoria storica vada affievolendosi, specie tra le nuove generazioni. A tal proposito: vi aspettate una buona partecipazione giovanile all’iniziativa?

Fare un lavoro di reale sensibilizzazione tra i giovani oggi è più importante che mai. La pregiudiziale antifascista oggi per le nuove generazioni è venuta quasi del tutto meno. E’ innegabile che in questo processo possa aver giocato un ruolo anche il fatto che, purtroppo, spesso e volentieri nella vulgata di massa l’antifascismo viene assimilato al PD e alle varie forze di centro-sinistra, che per forza di cose non possono suscitare la simpatia dei giovani, dato che hanno messo in piedi una delle peggiori macellerie sociali che il nostro Stato abbia mai conosciuto. Il PD tradisce totalmente i valori dell’antifascismo.
Noi speriamo e confidiamo che la sala sarà piena di giovani, è fondamentale trasmettere il reale senso dell’antifascismo. Non a caso all’iniziativa interverrà anche Lorenzo Lang, segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, un’organizzazione che a livello giovanile fa tantissimo per mantenere una memoria sana di ciò che è stata la Resistenza. Il Fronte, tra l’altro, giusto qualche anno fa ha prodotto, in maniera del tutto autonoma, un documentario sulla lotta di Liberazione, in cui le spiegazioni degli storici si alternano alle testimonianze degli ormai anziani partigiani. Un lascito importante per tante ragazze e tanti ragazzi, che attraverso la visione di questo documentario in rete o nelle scuole hanno potuto avere una dimensione più concreta e diretta della Resistenza, del sacrificio dei partigiani, ma anche del tradimento dei loro ideali.

 

  • Non è l’unica iniziativa, però, che metterete in campo in questa giornata.

Assolutamente no. Alcune ore prima dell’incontro pubblico ci recheremo al cimitero del Musocco con i nostri militanti e tutti gli antifascisti che vorranno essere con noi per omaggiare i partigiani caduti.

La lotta di Liberazione ha richiesto un contributo notevole di vite umane. Tanti partigiani sono stati uccisi giovanissimi combattendo per un’Italia diversa, libera dall’oppressione nazifascista e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Saremo lì per rendere onore al loro grande sacrificio

 

  • La partecipazione del PC ai cortei istituzionali del 25 aprile è sempre stata una partecipazione critica, questa volta, però, si fa un passo ulteriore.  Perché questa scelta?

Comincio con il dire che non è stata una scelta facile. E prima di protendere per l’iniziativa pubblica siamo passati per un lungo momento di valutazione interna. Ovviamente la nostra partecipazione ai cortei istituzionali è sempre stata una partecipazione critica, fatta portando in piazza la nostra analisi e gli ideali delle Brigate Garibaldi, e questa sarà la modalità che terremo anche quest’anno nelle altre città d’Italia in cui il PC sarà presente con un volantino per rimarcare gli ideali traditi della resistenza. Però l’opera di mistificazione storica e la rilettura strumentale di quegli anni di lotta necessitavano di una risposta, di un momento di riflessione.

Il Partito Democratico ha trasformato il corteo di Milano in una passerella attraverso cui veicolare le proprie proposte politiche antipopolari, l’appoggio all’Unione Europea, una lettura dell’esperienza partigiana conseguente ai propri interessi. Il Partito Democratico in questi anni ha portato avanti un antifascismo di facciata utilizzando lo spauracchio del ritorno del fascismo in chiave elettorale, per accreditarsi come forza in grado di arginare gli estremismi e far leva sul voto utile. Aldilà dei proclami, però, non si è fatto scrupoli a farsi promotore, come forza di governo di tutte le politiche antipopolari di attacco ai diritti dei lavoratori. Queste leggi hanno contribuito in maniera sostanziale al rafforzamento delle formazioni fasciste nei quartieri a più alto disagio sociale.

Alimentare l’idea che possa esistere una continuità tra la lotta partigiana, l’antifascismo e le forze politiche e le istituzioni che in questi anni si sono fatte carico dello smantellamento dei diritti di lavoratori, pensionati e disoccupati attraverso le peggiori politiche antipopolari, significa fare il più grande regalo ai fascisti.

 

  • Non c’è il rischio con questa scelta possa estraniare il Partito da un contesto in cui ogni anno vi è una grande partecipazione popolare?

Siamo consapevoli di questo rischio. La nostra posizione è in antitesi rispetto alle strumentalizzazioni del Partito Democratico e delle forze del centro sinistra, non certo rispetto a quanti ancora oggi in buona fede partecipano a quel corteo. La nostra scelta non vuole allontanare queste persone, anzi, ci auguriamo che tutti coloro che considerano la lotta di Liberazione come parte della propria storia partecipino alla nostra iniziativa, anche solo per riscoprire una lettura di quell’esperienza che si cerca sempre più di soffocare. Il Partito metterà comunque in campo un’azione diretta, di presenza nelle strade e nelle piazze, da qui al 25 aprile, per coinvolgere i lavoratori e per spiegare la necessità di riscoprire gli ideali che animarono quegli intensi mesi di lotta.

 

  • Negli anni passati si sono già viste contestazioni al corteo istituzionale. Cosa ne pensate a riguardo?

Siamo a conoscenza delle contestazioni, che probabilmente si terranno anche quest’anno. Abbiamo valutato anche questa strada ma non ci sembrava la più corretta. La nostra non vuole essere semplicemente una contestazione ma un punto di partenza per ridare all’anniversario della Liberazione la giusta valenza politica. Gli ideali e gli obiettivi ultimi che animarono la lotta partigiana sono gli stessi che guidano la nostra azione. L’obiettivo è ricostruire questo filo rosso che ci unisce, far comprendere ai tanti compagni che saranno il 25 con noi, nelle nostre due iniziative che quella battaglia non è finita. Combattere, anche con la discussione, visioni mistificatrici di quell’esperienza significa armarci di un ulteriore strumento nella nostra lotta quotidiana. Proprio questo significato ha lo slogan che utilizzeremo in tutta Italia in quella giornata: “Fedeli alla nostra storia, avanti fino alla vittoria”.

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