Ipercoop di Avellino: un fallimento pilotato

Lavoratori in sciopero all'esterno dell'Ipercoop di Avellino / foto da Irpinianews

Intervista a Roberto Vecchione, impiegato dell’Ipercoop di Avellino, nonché uno di quei lavoratori che sta lottando, al fianco del Partito Comunista, contro la svendita dell’Ipercoop di Avellino al gruppo privato calabrese Az. 

Roberto qual è la situazione attuale alla Coop di Avellino? 

La situazione coop è già ambigua da qualche anno. Una cooperativa, che nasce per i lavoratori, fa tutto tranne il bene di questi. 

Oggi in particolar modo, la Coop sta cercando di vendere i propri lavoratori ad un privato, lasciando la grande insegna coop sullo stabile e assicurandosi un guadagno continuo sulla vendita dei prodotti a marchio che il privato acquisterà naturalmente da coop. 

Una svendita che significa la riduzione dei diritti dei lavoratori e il pericolo di tagli sul personale, infatti già hanno messo in conto di licenziare (in maniera vergognosa) gli addetti delle pulizie. 

Qual è il ruolo dei manager della Coop in questa situazione? 

Già solo la parola manager indica chi ha la responsabilità dei processi di definizione e del raggiungimento di determinati obiettivi, una nota stonata all’interno di una cooperativa.  

Per quello che abbiamo visto in questi ultimi anni non ci sono stati obiettivi chiari se non uno: quello di accompagnare lentamente il centro ipercoop di Avellino, e la cooperativa, verso lo sfacelo.  

Ristrutturazioni continue, frequenti cambi di assortimento, basta parlare con decine e decine di clienti che possono testimoniare e sfogare la loro rabbia verso chi non ha considerato minimamente le loro richieste. 

Qual è il ruolo dei sindacati concertativi in questo momento? 

Posso solo dirti che mi viene da sorridere amaramente…. 

Ci troviamo di fronte a sindacati che, anziché spronare alla lotta i lavoratori e rafforzare la posizione di questi, cercano la via più “pacifica” per andare alle trattative con parti che sono già di per sé forti. 

Hanno deciso di affidarsi sulla risoluzione concertativa, a un tavolo al quale non si sa se parteciperà la rappresentanza nazionale del gruppo “Coop”, oppure quella locale che non decide nulla. 

Se dovesse partecipare la rappresentanza locale per noi sarebbe stata una perdita di tempo non solo in termini di lotta, ma anche di credibilità di sindacati che hanno scelto di “raffreddare” lo stato di agitazione per il nulla; una scelta legittima, ma assolutamente deleteria per i lavoratori… 

Che cosa stanno facendo i lavoratori e quali sono le loro rivendicazioni? 

I lavoratori stanno dimostrando di essere la vera anima della lotta, una lotta per difendere lo spirito cooperativo e il salario, restare nel gruppo coop e non andare col privato. 

Per quanto riguarda il nostro salario, sappiamo per esperienze vissute da colleghi di altre insegne, che le ore lavorate non corrispondono quasi mai alle ore effettivamente retribuite, quando subentra un privato.  

E poi, per quanto tempo questa nuova proprietà resisterà su un territorio che una grande cooperativa sta abbandonando perché (a loro dire) è costantemente in perdita? 

C’è il rischio che tutto ciò che ha rappresentato e che rappresenta la coop sparisca, questo perché certi atteggiamenti dei nostri superiori, le scelte aziendali e altri fattori, hanno fatto prevalere “l’arte dello schiacciare gli altri per emergere” sullo spirito cooperativo, sull’aiutarsi a vicenda e puntare tutti verso lo stesso obiettivo.  

Ma i lavoratori stanno facendo anche un’altra lotta, quella per la difesa del territorio, stiamo combattendo l’ennesima battaglia per conservare quella che era un’eccellenza ad Avellino e che si trasformerà in uno dei tanti supermercati che non apporterà nessun valore aggiunto al territorio. 

Noi lavoratori abbiamo dato moltissimo alla coop, anni fa ci dissero che occorreva tagliare i nostri scatti di anzianità, rinunciare al buono pasto, in quanto avremmo aiutato la cooperativa in un momento di difficoltà; e i nostri sacrifici avrebbero fatto sì che il rilancio sarebbe stato più efficace.  

Tale rilancio non vi è stato.  

E vogliamo parlare della cassa integrazione? La regione ha pagato per aiutare questi “signori” a rilanciare l’ipermercato, e che cosa hanno fatto? Un fallimento pilotato… 

Abbiamo visto le bandiere del Partito Comunista fuori i cancelli del supermercato… 

Il ruolo del partito in questa fase è importantissimo perché la linea politica sta permettendo ai lavoratori di aprire gli occhi, sta permettendo di capire che dietro c’è tutto un sistema che tenta di demolire lo spirito con cui le coop sono nate e quindi di attaccare i diritti dei lavoratori stessi. 

Non ti nascondo che c’è molta sfiducia in quanto negli anni non abbiamo mai visto delle vere e proprie battaglie, anche quando era il momento di lottare per i nostri diritti. Infatti, guarda dove siamo arrivati oggi.  

Ma il partito comunista si è schierato dalla parte dei lavoratori senza se e senza ma.  

Questo i lavoratori lo vedono, lo percepiscono e si sentono appoggiati, questo è importante e credo che sia la via giusta per ricostruire un vero partito comunista. 

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