Ilaria insegnante comunista: «Non servono quote rosa ma parità reale»

Ilaria Raggi, nata a Viterbo il 3/3/1972, insegnante di lettere alla scuola media Vivaldi a Garbatella, sposata madre due figli di 8 e 12 anni, militante comunista fin da giovanissima, ci spiega le ragioni della sua candidatura nel Partito Comunista.

Il 4 marzo ci saranno le elezioni politiche, e tu sei candidata per il Partito Comunista. Quali sono le ragioni di questa scelta?

Ho deciso di accettare la candidatura proposta dal Partito Comunista perché ho ritenuto utile mettere la mia esperienza umana e professionale al servizio di un progetto politico che risponde a principi che da sempre sono fondanti nella mia vita. Sono fiera di vedere, in una elezione politica, il mio nome sotto il simbolo in cui da sempre mi riconosco, il simbolo del lavoro e del progresso: la falce e il martello.

 Da insegnante di una scuola media di un quartiere popolare di Roma, come giudichi la condizione dell’istruzione e della scuola pubblica oggi?

Insegno alle scuole medie da molto, sono arrivata dietro la cattedra a ventotto anni e prima di approdare alla Garbatella ho lavorato in molte scuole, la maggior parte delle quali situate in quartieri periferici e degradati della nostra città. In questi anni ho potuto constatare con amarezza  gli esiti infelici di ogni riforma. Chi lavora nella scuola , purtroppo, non fa che subire decisioni in cui non ha alcuna voce in capitolo.

Ho visto questa istituzione logorata sotto ogni aspetto, in processo di impoverimento che riguarda tanto la formazione e la proposta didattica , quanto l’incuria e l’abbandono delle strutture. Le varie riforme, ultima quella della “buna scuola”, hanno operato tutte in questa direzione, poiché dettate da uno stesso principio di fondo: la logica del puro risparmio e dei tagli alle risorse effettuati senza alcuna attenzione alla costruzione dell’essere umano.

 

Quali pensi siano le priorità di intervento necessarie per la scuola?

Senza dubbio la scuola italiana ha bisogno immediato di stabilità nell’organico degli insegnanti, stabilità che garantirebbe una condizione lavorativa adeguata ai docenti e una continuità didattica agli studenti.

 

Prima delle elezioni si è discusso a lungo di “quote rosa”. Da donna comunista quale è il tuo giudizio su questa questione e più in generale sulla questione femminile, dei diritti delle donne oggi in Italia?

Da donna comunista, innanzitutto, auspico un mondo in cui non ci sia bisogno di quote di alcun colore. Mi rammarica il fatto di vivere in un Paese in cui sia necessario stabilire una “quota rosa” per vedere delle donne sedute in parlamento. Auspico una società in cui l’eguaglianza e la parità di genere passino attraverso una reale pratica di vita e un profondo cambiamento di mentalità e non attraverso una legiferazione che finisce inevitabilmente con lo sminuire l’identità e il ruolo delle donne. Non mi sento una quota rosa.

 

Il Partito Comunista, polemizzando con le candidature spot alle elezioni, ha dichiarato di voler candidare “donne in carne e ossa” che conoscono la realtà di questa società e combattono ogni giorno con i problemi reali delle famiglie, del lavoro dei giovani. Ti ritrovi in questa descrizione?

Mi riconosco in pieno i questa definizione perché, come detto sopra, non mi sento una quota rosa. Sono una lavoratrice, una madre, una comunista che tutti i giorni sul posto di lavoro, nel quartiere, nella società lotta per i diritti di chi i diritti vede negarseli e per l’emancipazione delle classi lavoratrici.

 

 Se il 4 marzo venissi eletta, quale sarebbe il tuo primo impegno?

Se fossi eletta, il mio primo impegno sarebbe rivolto alla scuola con queste priorità: l’abolizione dell’alternanza scuola lavoro; la demolizione della riforma della “buona scuola” in nome di un’istruzione gratuita, di qualità e rivolta a tutti; la regolarizzazione dei precari.

 

 

 

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1 Comment

  1. complimenti alla compagna Ilaria, primo per aver scelto il partito comunista e secondo perchè condivido in pieno c,ho che dice sulla scuola pubblica di qualità e che serve abbattere le riforme liberiste e mortifere approvate dal PD la buona scuola è una contraddizione in termini, spero che la compagna Ilaria sia eletta e il partito comunista entri nelle istituzioni, c’è bisogno dei comunisti in questo paese

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