Venezuela, “Victoria Popular” per la Costituente. PCV: «Opportunità per una nuova società»

Nonostante la critica atmosfera e i molteplici ostacoli, 8.089.320 venezuelani si sono recati senza paura alle urne dimostrando la loro viva e militante partecipazione al processo di cambiamenti nel paese latinoamericano iniziato nel 1999 con Chávez. I dati ufficiali riferiscono una percentuale di affluenza del 41,5%, eleggendo, in forma diretta e segreta, 537 dei 545 membri dell’Assemblea Nazionale Costituente (ANC), di cui 364 rappresentanti territoriali e 173 settoriali. I restanti 8 membri sono rappresentanti indigeni che saranno scelti quest’oggi, 1° agosto, in tre assemblee generali secondo le tradizioni dei popoli indigeni del paese.

Lunghe code ai seggi

Ampiamente superata la “soglia psicologica” dei 7 milioni di voti del referendum farsa delle scorse settimane convocato dall’opposizione reazionaria che ebbe la grande risonanza dei media internazionali, considerando soprattutto che si tratta di una cifra del tutto inventata (quella reale potrebbe esser circa la metà), priva di ogni controllo a differenza del voto di domenica certificato dagli osservatori internazionali. Se si guarda inoltre alle precedenti elezioni, il picco di affluenza in Venezuela risale alle presidenziali del 2013 con il 79%, mentre solitamente si attesta sotto il 70%. Vien da sé rilevare, su questa base, il peso reale dell’opposizione e del suo boicottaggio al processo costituente, ulteriormente accentuato dal fatto che si tratta del più alto consenso ottenuto dal 1999 dalle forze del processo bolivariano (nelle presidenziali del 2013 Maduro ottenne 7.504.524 voti). Tutto questo nonostante il forte clima di terrore, con atti di vandalismo, minacce, provocazioni, attentati e omicidi commessi dall’opposizione persino nel giorno delle elezioni con l’assassinio di un candidato “chavista” alla Costituente, la devastazione e l’incendio di strutture pubbliche e di un centinaio di macchine elettorali, blocchi stradali e la pesante ingerenza dei media e centri imperialistici, come gli USA e l’UE che, infine, non hanno riconosciuto la legittima Assemblea Costituente, annunciando nuove sanzioni, così come fatto anche dalle istituzioni italiane per voce del primo ministro Gentiloni che ha dichiarato: «Il Venezuela è al limite di una guerra civile, al limite di un regime dittatoriale. Non riconosceremo l’Assemblea costituente». A questa vergognosa presa di posizione del governo italiano si aggiungono le assurde affermazioni di Casini, all’assemblea del senato di stamattina, nelle quali definisce il Venezuela una «dittatura narco-militare» chiedendo la scarcerazione del terrorista Leopoldo Lopez (in realtà agli arresti domiciliari). Anche i governi di Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Costa Rica, Cile, Messico, Panama, Perù e Spagna hanno assunto la stessa posizione. La natura antipopolare e antioperaia di questi governi e centri imperialistici è talmente evidente ai lavoratori dei loro rispettivi paesi da render chiaro come queste prese di posizioni non siano dettate da preoccupazioni “democratiche” e “umanitarie” per le sorti del popolo venezuelano ma solo dagli interessi dei grandi monopoli capitalistici transnazionali. (Per un quadro della situazione leggi qui l’intervista a Geraldina Colotti)

Le forze imperialiste che sostengono i meccanismi dell’opposizione reazionaria e fascista venezuelana, diretta da settori della borghesia nazionale venezuelana, hanno come obiettivo quello di riconquistare i mercati perduti negli anni precedenti nei confronti delle potenze concorrenti come la Cina e la Russia, e non si pongono alcun scrupolo nello spingere verso scenari di guerra sul modello libico e siriano. Di fronte a questo, il presidente Maduro ha dichiarato subito dopo l’annuncio della commissione elettorale, nella piazza Bolivar di Caracas, che «l’Assemblea Costituente è la volontà di oltre 8 milioni di persone che hanno sfidato l’opposizione e le minacce dell’imperialismo», aggiungendo che il popolo ha mostrato il «valore del sangue che scorre nelle nostre vene, il sangue dei nostri liberatori» nell’affrontare le manovre dell’oligarchia. Concludendo che l’Assemblea Costituente assumerà tutti i poteri, in particolare per stabilire la pace e la riconciliazione nazionale con coloro che lo vogliono e allo stesso tempo di revocare l’immunità a chi dovrebbe esser portato davanti alla giustizia.

All’interno di questa complessa realtà, il Partito Comunista del Venezuela (PCV) ha dato battaglia appoggiando e partecipando al processo costituente con una lista indipendente da quella del governo, con la piattaforma “Unità per Avanzare 2017” – con la parola d’ordine “né fascismo, né entreguismo, né corruzione: tutto il potere ai lavoratori – insieme ad altre forze raggruppate nel Fronte Popolare Antimperialista e Antifascista, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul potenziale intervento imperialista e che la “pace” si possa conquistare solo sconfiggendo le forze reazionarie, quindi la necessità di rafforzare la lotta di classe, il conflitto con le tendenze riformiste e di collaborazione di classe, evidenziando come i problemi e contraddizioni che vive il paese siano in realtà conseguenza del persistere della base capitalistica nell’economia e del quadro dello Stato borghese.

Oscar Figuera, segretario generale del PCV. Conferenza Stampa, Caracas, 31 luglio 2017

In una conferenza stampa, ieri, lunedì 31 luglio, a Caracas, il Segretario Generale e deputato, Oscar Figuera, riferendosi agli esiti del voto considera come «schiacciante la vittoria del popolo venezuelano» che ha «registrato un alto livello di partecipazione di votanti che si sono mobilitati in rifiuto al terrorismo e le pretese di propiziare un intervento straniero». Inoltre, ha considerato che gli strati medi della popolazione che non sono chavisti «sono disposti a impedire l’intervento straniero nel nostro paese e sono stanchi e stanche della violenza fascista e terrorista», aggiungendo che questi settori ripudiano che «comandi mercenari terroristi dell’ultradestra fascista al servizio dell’imperialismo statunitense, tutti i giorni provocano situazioni che implicano la morte di venezuelani con atti atroci». Riferendosi infine al processo Costituente ha sollecitato che l’ANC sia «una opportunità per dibattere una nuova società» focalizzando l’attenzione sulla necessità di approfondire il processo di cambiamenti e di superare i limiti esistenti per avviare la costruzione reale del socialismo. «E’ importante che i lavoratori non abbiano illusioni» con l’ANC – ha infatti rimarcato Pedro Eusse, del comitato politico centrale del PCV«perché non sarà di per sè, da sola, la soluzione ai problemi e la garanzia di pace, perchè la pace si conquista sconfiggendo il fascismo. Solo con la nostra lotta possiamo ottenere delle soluzioni. Dobbiamo comprendere che la causa fondamentale di tutti i nostri problemi è l’esistenza del sistema capitalista – ha concluso il dirigente comunista – che continua ad esser dominante nel paese».

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1 Comment

  1. cari compagni, desidero mettere rilievo al ruolo del giornale ” Falso Quotidiano” in merito agli attacchi che questo organo della CIA, vegognosamente continua contro la rivoluzione bolivariana

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