Grande successo della Festa Comunista 2017 a Roma

Si è svolta con grande successo a Roma la Festa Comunista 2017 con la partecipazione di migliaia di persone e diversi ospiti di varie organizzazioni ai vari eventi, dibattiti, iniziative politiche, musica, mostre, teatro dal 7 al 16 luglio presso il parco di via del Frantoio, nel popolare quartiere Tiburtino 3. A distanza di qualche settimana ripercorriamo tutti i dibattiti che hanno affrontato diverse importanti questioni, dall’immigrazione alla gioventù, dal lavoro alla solidarietà internazionale, al territorio e l’ambiente. [Qui foto]

7 Luglio: A un anno dalla vittoria dei Cinque Stelle, tra promesse e delusioni. Quale futuro per Roma?

Modera Andrea Managò (Il Fatto Quotidiano).

Paolo Berdini (ex assessore Roma Capitale): “La mia esperienza è stata tragica. L’insensibilità sociale dei Cinque Stelle mi ha colpito”.

Alessandro Mustillo (Segretario PC Roma): “Sapevamo che le contraddizioni del Movimento Cinque Stelle si sarebbero svelate di lì a poco, e i fatti ci stanno dando ragione. Roma è una testimonianza di quello che potrebbe accadere anche a livello nazionale. L’obiettivo dei comunisti è dare a questa città e a tutta Italia una speranza, che per noi è un cambiamento rivoluzionario, di cui abbiamo straordinariamente bisogno”.


8 Luglio: Cuba non si arrende, Cuba si difende!

Modera Alessandro Mustillo (Segretario PC Roma).

Yissel González García (Terzo Segretario Ambasciata Cubana a Roma): “L’attualizzazione del modello economico e sociale a Cuba ha assicurato che la nostra nazione continuerà nel cammino della costruzione di un socialismo prospero, sostenibile, democratico, per un paese indipendente e sovrano“. “Non esiste Cuba dopo Fidel, Cuba è Fidel, il popolo di Cuba conosce l’eredità di Fidel. Avete visto Cuba come diceva “a presto Fidel” nel momento del distacco fisico. Io non credo che esista una dimostrazione più chiara da parte di Cuba e del popolo cubano per la morte del Comandante“.

Marco Rizzo (Segretario Generale PC): “È necessario che i comunisti in Italia sottolineino sempre come l’informazione utilizzi due pesi e due misure nei confronti di Cuba. La difesa di Cuba socialista deve essere uno dei punti fondamentali della lotta internazionalista. Noi non saremmo quello che siamo senza Cuba socialista, senza Fidel Castro e senza Che Guevara. La resistenza di Cuba e l’insegnamento di Fidel e del Che ci danno speranza e sono nel nostro DNA dell’essere comunisti“.


9 Luglio: Discutiamo di immigrazione

Modera Andrea Billau (Radio Radicale).

Andrea Costa (Baobab Experience): “Con il costo di due F-35 acquistati dal governo si potrebbe offrire accoglienza a tutti i migranti in Italia. Allo stesso tempo Finmeccanica da una parte vende le armi all’Arabia Saudita, che finanzia i terroristi, dall’altra entra in Frontex, da cui riceve denaro. La prima cosa da fare sarebbe impedire che Finmeccanica faccia affari con chi finanzia il terrorismo da cui i profughi scappano“.

Francesca Scotto (Clash City Workers): “Il problema non è che i confini siano più o meno permeabili, ma che le politiche governative in realtà sono filo-aziendali e permettono alle aziende di sfruttare la manodopera a basso costo per aumentare i profitti, con la delocalizzazione laddove non vi si riesca con l’immigrazione“.

Alberto Lombardo (Ufficio Politico PC): “Vi sono al mondo 65,6 milioni di sfollati, ovvero un essere umano su 133. Un fenomeno così ampio non si è avuto neanche nei periodi peggiori della storia dell’umanità. La causa principale di tutto questo è l’imperialismo. Noi comunisti dobbiamo rifiutare di appiattirci sulle posizioni dei vari settori borghesi e dare in tal senso una risposta opposta a quella della destra: parlare, anziché di respingere i profughi, di dare gli stessi diritti a tutti i lavoratori attraverso un salario minimo garantito e la redistribuzione degli immobili non allocati apparternenti a grandi concentrazioni monopolistiche, disinnescando in questo modo la guerra tra poveri“.

Lorenzo Lang (Segretario Nazionale FGC): “I profughi subiscono la stessa violenza che subiscono gli italiani che emigrano, perché l’emigrazione è una violenza capitalistica, tanto per chi non riesce a trovare un lavora adeguato alla sua formazione, quanto per chi è costretto a fuggire dalla guerra, dal terrorismo o dalla povertà causati dall’imperialismo. Bisogna far capire che i nemici comuni all’immigrato, all’italiano emigrato e al disoccupato sono il padrone e le grandi concentrazioni capitalistiche“.


10 Luglio: Ambiente e capitalismo: un conflitto insanabile

Modera e interviene Sergio Ferraris (Direttore Responsabile QualEnergia): “Ho notato che molto frequentemente la questione ambientale viene scissa dalle questioni sociali. Viviamo inoltre in una società che dà risposte individuali a problemi collettivi e questa è una grande vittoria del capitale, in quanto ha fatto sì che si perdesse il senso della collettività“.

Noris Pivetta (Associazione Interquartiere Da Est): “Gli italiani sono stati lungimiranti a non volere le centrali nucleari, in quanto altrimenti adesso avremmo avuto altri problemi riguardo la costruzione e la gestione delle centrali e lo smaltimento delle scorie“.

Danilo Ballanti (Responsabile Comunicazione PC Castelli Romani): “La parte peggiore dell’imprenditoria italiana, tra cui Cerroni e la Confindustria, si è tuffata nella corsa ai finanziamenti pubblici per realizzare impianti di inceneritori, biogas e biometano. Quando lo stesso Cerroni, insieme ad AMA e ACEA, voleva costruire un inceneritore ad Albano Laziale, un coordinamento di cittadini ne ha impedito la realizzazione attraverso manifestazioni di massa e denunce penali. Questo dimostra che quando i cittadini si mobilitano si possono vincere battaglie come questa“.

Fabio Massimo Vernillo (Segretario Regionale PC Lazio): “Noi comunisti non dobbiamo affrontare la questione ambientale come una battaglia monotematica, ma denunciare come la causa delle problematiche ambientali sia il sistema economico capitalistico“.


12 Luglio: Presentazione di «Calcio e martello»

Modera Daniele Andreozzi (PC Roma).

Marco Piccinelli (autore): “Il mondiale del 1974 è uno spartiacque dal punto di vista calcistico e non, in quanto si iniziano ad avere sponsorizzazioni sulle maglie dei giocatori occidentali, e quindi il capitalismo irrompe a tappe forzate nel mondo calcistico, mentre dall’altra parte, i paesi socialisti continuano sulla propria strada che li ha portati ad avere campioni come Jašin ed altri ancora“. “Uno dei tanti risultati del calcio moderno, con l’entrata pesantissima del capitalismo all’interno delle strutture calcistiche, è il fatto che le società sono controllare da holding, sono società per azioni, e che quindi i calciatori sono solo personaggi strapagati che non devono e non possono esprimersi riguardo alcuna questione“.

Fabio Belli (autore): “Il mondiale del 1974 è importante anche per la vittoria della Germania Est sulla Germania Ovest. Il calcio della Germania Est era stato fino a quel momento sottovalutato, ma fu proprio lì che fu inventato il calcio atletico. Il gol di Sparwasser è simbolico perché sportivamente fa pendere l’ago a favore dei paesi socialisti, nonostante alla fine la Germania Ovest riuscirà comunque a vincere il mondiale” “In Unione Sovietica bastava che un ragazzo che intedeva giocare a calcio si presentasse al campo di una squadra qualunque e gli venivano forniti il materiale e la possibilità di giocare. Questo è lo sport che dia a tutti le stesse possibilità come lo intendiamo noi“.

Luca Teolato (Il Fatto Quotidiano): “Credo che il calcio popolare sia l’unico modo per tornare rendere lo sport accessibile a tutti i ragazzi, senza che questi paghino molti soldi per praticarlo. Le società di calcio popolare hanno infatti anche visioni sociali, e non legate solo ai risultati“. “Il tentativo del Comune di Roma di mettere mano agli impianti sportivi per rendere lo sport più accessibile attraverso i punti verde qualità, ovvero delle convenzioni tra società private e Comune, è stato un fallimento, in quanto i peggiori individui hanno beneficiato della copertura del Comune per i propri interessi“.


13 Luglio: Venezuela: la controinformazione contro i piani dell’imperialismo

Modera Alessandro Mustillo (Segretario PC Roma).

María Elena Uzzo (Ministro Consigliere Ambasciata venezuelana): “Abbiamo avuto da parte del PC grande dimostrazione di solidarietà, e questo dimostra che la lotta che stiamo affrontando oggi è anche per voi“. “Le elezioni per l’assemblea costituente implicano la scelta tra la pace e la violenza di pochi. Lo stato venezuelano non si fermerà di fronte a queste avversità. Possiamo ancora instaurare un dialogo sincero e inclusivo, perché siamo un popolo forte, deciso a vivere in pace“.

Geraldina Colotti (Il Manifesto): “Le lezioni che arrivano dal Venezuela sono un monito, un esempio e un’interrogazione alla nostra impotenza. Se oggi lasciamo tutto questo spazio alle opposizioni venezuelane e ai fascismi questo è il frutto di tanti problemi“. “Il nemico principale che tira le catene che ci stanno strozzando è lo stesso nemico che sta strozzando oggi il Venezuela, e contro di esso dobbiamo batterci con forza“.

Ivan Collini (Patria Socialista): “Il nostro primo dovere è non cadere nel tranello di chi, attraverso un’informazione totalmente falsata, fa passare le manovre fasciste come giuste, non mostrando invece le violenze subite dai militanti chavisti“. “Il nostro compito è dare a questo paese, che sta cercando di costruire un proprio sistema, tutta la nostra solidarietà e guardarlo con attenzione. Abbiamo cercato, e continueremo a farlo, insieme alle organizzazioni qui presenti, di rendere questa solidarietà sempre più forte“.

David Tranquilli (Collettivo Militant): “Il Venezuela è stato capace di creare un blocco sociale in grado di mettere in discussione lo status quo. È questo l’esempio del Venezuale che viene considerato pericolo e che è potenzialmente contagioso, che viene visto dalle classi dominanti come fumo agli occhi“. “L’informazione che definisce i ribelli venezuelani come democratici è la stessa che taccia i manifestanti di Amburgo come devastatori e saccheggiatori“.

Raffaele Timperi (Responsabile Esteri FGC): “In Venezuela la borghesia nazionale ed internazionale mostra la sua vera faccia, attraverso il finanziamento a tappeto a bande di provocatori, e la mancata distribuzione delle merci, chiuse in magazzini e non messe sul mercato per destabilizzare il governo“. “È necessario che il processo bolivariano si approfondisca attraverso il processo di socializzazione dei mezzi di produzione. Questa situazione sottolinea tutti i limiti del socialismo del XXI secolo sulla possibilità di costruire il socialismo all’interno di un sistema statale borghese e relazioni produttive borghesi“.

Alfonso Galdi (Ufficio Politico PC): “L’imperialismo statunitense ha intenzione di mantenere il controllo sull’America Latina, laddove già lo ha, e di riprenderlo laddove gli è sfuggito“. “In Italia si riproprone con il Venezuela il problema dell’informazione, che dipinge il governo venezuelano come un regime. Sta a noi, nei nostri limiti, organizzare un’adeguata controinformazione a riguardo“.


14 Luglio: Le proposte dei comunisti per la gioventù

Moderano Tommaso Caldarelli (Giornalettismo) e Francesca Fornario (Il Fatto Quotidiano)

Lorenzo Lang (Segretario Nazionale FGC): “È nostro compito far sì che le lotte per gli interessi degli studenti, degli universitari e dei giovani lavoratori siano ricondotte a una lotta complessiva politica che sappia individuare i responsabili della condizione della gioventù, ovvero le grandi concentrazioni monopolistiche. Questo è necessario per la creazione di un’organizzazione che vuole un’alternativa rivoluzionaria“.


15 Luglio: I lavoratori hanno solo un’arma: l’organizzazione

Modera Marco Piccinelli (PC Roma).

Antonio Ferrari (Segretario Nazionale FMLU-CUB): “Tutte le diversità contrattuali tra i lavoratori che il capitalismo produce, fanno sì che questi non si sentano parte di una classe. Bisogna costruire il sindacato di classe per far sì che tutti i lavoratori siano coscienti di appartenere alla stessa classe e che la classe da combattere è quella dei capitalisti“.

Alessandro Mustillo (Segretario PC Roma): “Senza un’organizzazione dei lavoratori, che parta anche da rivendicazioni di carattere economico, e che inizi a conquistare coscienza e unità, non può esistere la proposta politica dei comunisti di sovversione di questo ordinamento sociale e di conquista del potere. Nonostante i limiti e il tradimento dei lavoratori del sindacato confederale siano davanti a tutti, non bisogna rinunciare alla forma storica di organizzazione dei lavoratori attraverso il sindacato, perché questo significherebbe fare gli interessi dei padroni“.


15 Luglio: Comizio finale

Lorenzo Lang (Segretario Nazionale FGC): “Non è una battaglia di testimonianza, è una battaglia per il nostro futuro. È una battaglia che da comunisti, da marxisti-leninisti, da rivoluzionari, noi vogliamo vincere! Invitiamo tutti quanti a rompere gli indugi, a spingersi nella militanza comunista. A lottare fianco a fianco per conquistare il mondo che vogliamo!”

Marco Rizzo (Segretario Generale PC): “Ognuno di voi faccia quello che può, ma faccia qualcosa in più da questa sera. Iscrivetevi, simpatizzate, muovetevi verso il protagonismo che solo il Partito Comunista può fare. Il Partito Comunista, sì, l’unico strumento per cambiare davvero questa società. Viva il Partito Comunista!”

 

 

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