Venezuela, PCV: «Manovre NATO preparano intervento militare»

Roma, presidio in solidarietà al Venezuela bolivariano

Il Partito Comunista del Venezuela (PCV) ha denunciato nel corso di una conferenza stampa tenuta lunedì a Caracas, la presenza di forze militari della NATO a largo delle coste venezuelane che fa presumere la preparazione di una possibile invasione del Venezuela con l’appoggio delle forze fasciste dell’opposizione al governo guidato da Maduro.

Ad affermarlo è stato Douglas Gómez, membro dell’Ufficio Politico del CC, che a nome del PCV ha allertato che l’esercitazione “Tradewinds 2017” realizzata sotto il pretesto di assicurare “una migliore risposta alle calamità naturali e alle minacce terrestri e marittime, tra cui il traffico illecito nella regione” sia in realtà una “prova generale” di un mirato intervento militare relazionato con la campagna di destabilizzazione del processo politico in corso, con azioni violente da parte dell’opposizione che invoca e crea le condizioni, insieme alla campagna diffamatoria internazionale, per l’intervento militare straniero al fine di rovesciare il governo. L’esercitazione diretta dal Comando Sud USA, che ha avuto inizio ieri, si concluderà il 17 giugno e sta coinvolgendo 2.500 soldati degli USA, Canada, Francia, Messico, Regno Unito, Bahamas, Barbados, Belize, Dominica, Repubblica Dominicana, Grenada, Guyana, Haiti, Giamaica, San Cristobal e Nevis, Suriname, Saint Vincent e Grenadine, Trinidad e Tobago, Antigua e Barbuda.

Negli ultimi anni la presenza della NATO in Sud America è sempre più forte in relazione anche al contenimento delle ambizioni di Russia e Cina nella regione. Solo gli USA hanno circa 80 basi in paesi latinoamericani, con la maggior quantità situata in Perù, e il recente patto di cooperazione tra la Colombia (dove sono almeno 7 le basi militari yankee) e la NATO costituisce un elemento che porterà ad incrementare notevolmente la presenza di quest’ultima per l’implementazione dei pericolosi piani antipopolari e guerrafondai nel quadro della competizione interimperialista.

L’esistenza di basi e installazioni militari in America Latina non è solo degli Stati Uniti ma anche di altri paesi della NATO: la più nota è quella dell’arcipelago delle Malvine (Argentina) occupato dalla Gran Bretagna con le fortificazioni della NATO a Mount Pleasant e Isola Soledad con un pista di 2.600 mt a cui si aggiungono quella della Georgia del Sud e Isole Sandwich Australi e Tristan de Cunha, Sant’Elena e Ascension. L’attuale militarizzazione nell’Atlantico del Sud posizione la fortezza Malvine come la forza più importante nella regione. In Aruba è presente la base aerea Reina Beatriz, a Belice uno spazio per addestramento di effettivi della Gran Bretagna (NATO). Curazao, Hato Rey, Guadalupe, piccola isola delle Antille dipartimento oltremare della Francia, con due basi della NATO. Guayana Francese, territorio coloniale francese in America del Sud, truppe concentrate a Cayana, San Juan de Maroni e altri luoghi. Ma la più importante è la base aereospaziale francese di Kourou, gestita dall’Agenzia Spaziale Europea, le cui installazioni sono le più avanzate del mondo nel suo settore, e permettono il controllo e osservazione di tutti i paesi della regione. Nella Guyana Francese sono stabiliti 40.000 “barbouzes”, mercenari utilizzati in attività sotto il comando dello Stato Maggiore delle forze armate e intelligence contro gli indipendentisti guayanesi e contro altri popoli. Martinica sono situate due basi militari francesi con oltre 1.500 effettivi permanenti nella capitalre Fort de France. Francia e USA realizzano regolarmente manovre militari congiunte.

Il PC del Venezuela ha rivolto un appello al popolo venezuelano, al movimento operaio, contadino e popolare, alle forze patriottiche e alle Forze Armate Nazionali Bolivariane (FANB) ad affrontare qualsiasi tentativo di intervento militare unendosi attorno al Fronte Popolare Antimperialista e Antifascista, che comprende il PCV con altre forze di classe per sconfiggere sia la reazione che le forze riformiste di compromesso tra le file del governo di Maduro. L’obiettivo del Fronte è quello di difendere le conquiste del processo bolivariano, avviato 18 anni fa, ma anche quello di approfondire tale processo di cambiamenti, con l’unità popolare e l’avanguardia della classe operaia cosciente e organizzata, per una vera trasformazione rivoluzionaria nel paese e la costruzione reale del socialismo. Del Fronte fanno parte oltre il PCV, il Partito Patria per tutti (PPT), Reti, Partito Rivoluzionario del Lavoro (PRT), collettivo Bravo Sud, Voci Antimperialiste e movimento Gayones che hanno creato una piattaforma unitaria che cerca di dare una risposta rivoluzionaria alla crisi del capitalismo e che si presenterà col nome di “Unione per Avanzare 2017” (UPA 2017) e lo slogan “Per una Costituente Rivoluzionaria” in modo autonomo dal “Comando Zamora 200” (diretto dal PSUV) alle elezioni di fine luglio per l’Assemblea Nazionale Costituente (ANC) lanciata dal governo.

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