25 aprile migliaia in piazza. Grande mobilitazione dei comunisti.

Migliaia di giovani, lavoratori e tante famiglie in piazza al corteo romano del 25 aprile come non si vedeva da tanti anni a questa parte. Le polemiche e la scelta del PD di disertare la manifestazione sembrano non aver avuto alcun effetto, se non anzi, quello di aumentare la partecipazione popolare al corteo. Differentemente dagli scorsi anni la manifestazione è partita in Piazza dei Caduti della Montagnola, nell’omonimo popolare quartiere di Roma Sud per snodarsi nelle vie dell’Ardeatino, di Garbatella, fino ad arrivare a Piazza di Porta San Paolo. Una scelta più che riuscita quella dell’ANPI che oltre la partecipazione diretta, può sommare in questo 25 aprile migliaia di persone scese nei quartieri ai lati del corteo nelle strade.

Imponente la presenza comunista con lo spezzone maggiore del corteo, organizzato da Partito Comunista e Fronte della Gioventù Comunista. Centinaia di bandiere rosse in piazza, con i militanti che hanno intonato per le oltre tre ore di corteo a squarciagola canti partigiani e cori, meritandosi gli applausi dei cittadini scesi in piazza. Da Fischia il Vento, Bella Ciao, l’Internazionale e Su Comunisti della Capitale, fino ai cori più recenti compreso un «Fuori il pd dalle piazze». Duramente contestata la polemica sollevata dalla Comunità Ebraica. Per Fabrizio De Sanctis, presidente dell’ANPI di Roma «La festa del 25 aprile è una festa che vuole unire, non è l’ANPI ad aver mandato via nessuno. Ma anche la Resistenza, se volevamo aspettare tutti non si sarebbe mai fatta».

Sul punto interviene anche Alessandro Mustillo, segretario romano del Partito Comunista «Abbiamo ricordato anche Eugenio Curiel, Umberto Terracini, Emilio Sereni, Carlo Levi, Leo Valiani, Eugenio Calò, e le centinaia di partigiani ebrei che combatterono tra le fila comuniste e delle brigate antifasciste, perché piaccia o no a chi oggi riduce la sua funzione a quella di Ambasciata d’Israele, la storia è qui, il resto è propaganda di bassa specie.»

Massiccia la mobilitazione anche nel resto d’Italia. In particolare a Milano, migliaia di persone sono scese in piazza al corteo della Liberazione dove è stato fortemente contestato il Partito Democratico, sceso in piazza con bandiere europee. Nello spezzone comunista era presente anche il segretario generale Marco Rizzo, che la mattina aveva partecipato al corteo di Parma per rafforzare il sostegno alla candidatura del Partito alle comunali, e alla compagna Laura Bergamini, candidata sindaca nel capoluogo di provincia emiliano. In entrambi i casi nutriti spezzoni di giovani e militanti del Partito hanno accompagnato il segretario. Per Rizzo «Questo 25 aprile è un anniversario di lotta, perché antifascismo significa prima di tutto anticapitalismo. I partigiani che hanno combattuto per liberare l’Italia non volevano questa Italia. Vorrei dedicare un pensiero particolare oggi ai lavoratori di Alitalia. E’ per loro e per la liberazione di tutti i lavoratori, per la pace e per la giustizia sociale che dobbiamo continuare a combattere, come migliaia di partigiani comunisti hanno fatto prima di noi».

In piazza presenti in massa anche i giovani del Fronte della Gioventù Comunista, reduci dalla seconda edizione della “Marcia della Gioventù Partigiana” che si è tenuta a Spoleto, al termine della scuola di formazione quadri. Partiti da piazza Campello, dove hanno reso omaggio alla lapide commemorativa dell’evasione dei partigiani slavi e italiani dal carcere della Rocca, hanno iniziato la marcia alla volta di Patrico, alle falde del Monte Fionchi. I giovani militanti comunisti hanno raggiunto le vette oltre i 1.000 metri di altitudine con bandiere rosse e bandiere delle Brigate Garibaldi. Per Lang « Per noi non si tratta di celebrare una ricorrenza ma di rinsaldare quel filo che lega la lotta di Liberazione con la nostra lotta. Condividiamo con molti dei partigiani di allora l’obiettivo di costruire un’Italia diversa, un’Italia socialista. Questo rende fortemente attuale la necessità di ricordare la scelta di impegno dei partigiani e avvicinare la gioventù proletaria a quel grandioso esempio di lotta».

 

 

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