Massicci bombardamenti dell’esercito ucraino sul Donbass

Guerra in Donbass: proseguono massicci i bombardamenti da parte dell'esercito ucraino ai danni di quello della Repubblica Popolare di Donetsk.

E’ stato un fine settimana di intensi bombardamenti contro le popolazioni del Donbass, ad opera delle forze reazionarie di Kiev e dei battaglioni nazionalisti-neonazisti. Obiettivo del prolungato attacco sono le aree controllate dalle milizie della Repubblica “Popolare” di Donetsk e Lugansk (che nonostante il nome sono in realtà dirette da settori borghesi legati a Mosca), violando il cosiddetto “accordo di cessate il fuoco” di Minsk per circa 2000 volte (1.900 solo a Donetsk). Il risultato di questi bombardamenti sono stati 2 civili morti a Donetsk e altri 3 feriti nella periferia di Makiïvka e il villaggio di Zaitsevo, 3 miliziani sono morti e altri 4 sono rimasti feriti e nel complesso 18 case sono state distrutte e gravi danni causati alle infrastrutture e industrie. Nella periferia di Makiïvka è stata coinvolta nel bombardamento anche una troupe televisiva russa che stava intervistando i residenti locali, senza vittime.

La tensione continua a crescere e si combatte anche nella zona industriale di Avidiivka, dove – riporta l’ANSA – il quartier generale delle truppe ucraine ha annunciato che nella notte sarebbero stati uccisi 3 soldati ucraini e altri 20 sono rimasti feriti, mentre 4 miliziani sarebbero morti nelle ultime 24 ore con altri 7 feriti. Secondo quanto riportato dall’agenzia Interfax, le autorità della DNR parlano invece di 15 soldati ucraini morti. Intanto, 207 minatori (di cui 91 tratti in salvo) sono rimasti bloccati nelle gallerie della miniera di Zasiadko a seguito di un bombardamento dell’esercito ucraino che ha interrotto le forniture di energia elettrica. Il presidente ucraino ha interrotto la sua visita in Germania rientrando in patria per seguire gli eventi e coordinare le operazioni accusando le milizie di aver causato un “disastro umanitario” ad Avidiivka (dove al momento è interrotta la fornitura di acqua e elettricità) e di usare i civili come scudo umano. Accusa respinta dalle milizie che denunciano come sia l’esercito ucraino a bombardare e che i battaglioni neonazisti di Pravyj Sektor hanno colpito anche l’acquedotto di Donetsk provocando l’interruzione della fornitura dell’acqua. Attacchi da parte dei neonazisti anche alla linea ferroviaria nel tratto Lugansk-Lisičansk-Popasnaja e alla stazione degli autobus a Kujbišsvskij, periferia di Donetsk.

L’intera situazione degli ultimi giorni mostra un’escalation degli attacchi da parte del governo reazionario di Kiev e dei battaglioni neonazisti innalzando la tensione tra le parti in conflitto, tanto che Denis Pushilin, della squadra di contatto dei negoziati di Minsk, fa notare da Donetsk che sembra che il governo di Kiev voglia minare gli accordi e iniziare un periodo di conflitto generalizzato. Allo stesso tempo, le milizie esprimono il loro malessere nei confronti della missione dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), denunciando come non sorveglino correttamente e in modo imparziale il presunto cessate il fuoco.

Nonostante l’attenzione mediatica sia scemata nell’ultimo periodo, il conflitto in Ucraina, causato dell’ingerenza degli Stati Uniti, dell’UE e della NATO pilotando al potere dopo un golpe, l’attuale presidente ucraino Poroschenko, nel quadro della competizione con la Russia per il controllo dei mercati e delle sfere d’influenza geostrategica, si intensifica pericolosamente e continua a dissanguare la popolazione.

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