Grecia bloccata dai piccoli agricoltori in piazza.

Una nuova protesta dei piccoli e medi agricoltori greci ha avuto inizio questa mattina, 23 gennaio, con blocchi che si sviluppano in tutte le principali arterie del paese. Si intensificano così le proteste, iniziate circa 3 mesi fa, per aumentare la pressione sul governo per soddisfare le loro richieste per la sopravvivenza.

L’obiettivo della lotta è la politica dell’Unione Europea e del governo di SYRIZA-ANEL, che con le misure attuate nell’ambito della PAC dell’UE e le misure previste nel memorandum a favore del capitale, accelerano la concentrazione della terra e della produzione agricola nelle mani di pochi grandi gruppi imprenditoriali agricoli, spazzando sempre più via i piccoli agricoltori e costringendo i contadini a lasciare le loro terre. Le principali associazioni degli agricoltori riunite nel “Comitato panellenico dei blocchi” evidenziano come il nemico dei contadini sono i grandi monopoli dell’industria agroalimentare, la grande distribuzione che sfruttano la fatica e speculano raccogliendo grandi profitti, così come le banche che succhiano il sangue con alti tassi d’interesse, con l’UE e il governo che implementano e supportano la PAC e una politica generale che serve la competitività e la reddittività delle grandi imprese, multinazionali e monopoli, portando i piccoli e medi agricoltori sul lastrico, alla povertà e miseria. Così spiega Rizos Maroudas uno dei leader della protesta al quotidiano Rizospatis del Partito Comunista di Grecia (KKE), unico partito schiarato a fianco della protesta in atto: «Qualunque cosa abbiamo ottenuto nel tempo è stato attraverso la dura lotta per diversi giorni. Il trattore è la nostra forza e unico modo per aumentare la pressione sul governo costringendolo a soddisfare le giuste richieste dei piccoli agricoltori. Combattiamo per risolvere i problemi immediati e cruciali che “infangano” la nostra vita. Combattiamo contro la PAC dell’UE e il governo, che ci spazzano via, gettandoci nella miseria e povertà. Allo stesso tempo, dimostriamo la necessità di un ulteriore sviluppo agricolo nel nostro paese, nell’interesse dei piccoli e medi agricoltori e per il bene del popolo greco».

Per le associazioni degli agricoltori si tratta di una «lotta di sopravvivenza» perché – prosegue nell’intervista – «non possiamo continuare l’attività agricola con queste dure misure contro di noi applicate nel contesto della ricezione della nuova PAC europea». Secondo gli agricoltori in lotta infatti, la PAC dell’UE «non solo non riesce a sostenere i piccoli e medi agricoltori come sostiene falsamente il governo, ma costituisce la loro decapitazione. E’ uno strumento che spazza via i piccoli e medi agricoltori e concentra la terra e la produzione in poche mani, prova evidente è il fatto che nei 36 anni che il nostro paese è nella CEE-UE sono 500.000 le famiglie rurali che sono state spazzate vie. Coloro che beneficiano della PAC sono i grandi monopoli capitalistici dell’agricoltura che raccolgono l’80% delle sovvenzioni – pagamenti e attendono come avvoltoi di prendere, per un pezzo di pane, la terra e i mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori. Come beneficiari sono l’industria di commercio, i monopoli, che acquistano i prodotti a basso costo dai produttori e vendono a prezzi più alti ai consumatori, raccogliendo enormi profitti».

Le principali rivendicazioni sono:

  • L’eliminazione delle nuove brutali tasse sui piccoli e poveri agricoltori, proponendo invece una tassazione progressiva e basata sul reddito effettivo, tassando i profitti dei gruppi monopolistici,
  • La riduzione dell’età di pensionamento (60 agricoltori uomini e 55 donne) con pensioni dignitose, e una totale e gratuita sicurezza sociale per tutti gli agricoltori.
  • Il taglio delle imposte sulla produzione con la parola d’ordine “olio esente da imposte, come gli armatori”, l’abolizione dell’IVA sugli attrezzi agricoli, derrate alimentari, consumo popolare e servizi, il fissaggio di un prezzo minimo garantito per i prodotti agricoli e della pastorizia coprendo i costi di produzione e garantire un reddito di sopravvivenza e la continuazione dell’attività agricola, fermando così il costante ricatto dell’industria della distribuzione che impongono “prezzi bassi” ai produttori agricoli, e anche la non applicazione delle riduzioni previste dalla nuova PAC UE 2014-2020, che in Grecia ha tagliato le sovvenzioni del 30% raggiungendo il 60% nel 2019.
  • Il divieto di confisca di case e terre da parte delle banche e istituti di credito contro gli agricoltori indebitati.

Sostegno e solidarietà alla lotta dei piccoli e medi contadini è già arrivata da diverse organizzazioni sindacali, centri di lavoro e comitati popolari raggruppati nel PAME, da quelli dei marittimi che dichiarano di esser «dalla stessa parte per affrontare i problemi del popolo. Subiamo la stessa barbara politica antipopolare» chiamando i lavoratori portuali a nuove lotte di sciopero, a sindacati dei lavoratori privati che lanciando lo slogan «insieme agli agricoltori, mobilitazione dei lavoratori» invita la «classe operaia e i lavoratori della città a stare dalla parte dei contadini in lotta, per respingere le nuove antipopolari misure imposte dal governo, con le linee guida dell’UE e di altri organismi imperialisti. La causa è comune e quindi le nostre lotte devono supportarsi l’una con l’altra». Sostegno alla lotta contadina è provenuto anche dalla Federazione delle Donne Greche e altre organizzazioni di massa dei settori popolari e dei lavoratori e da tutto il PAME che ha dichiarato come «i sindacati con orientamento di classe stanno dalla parte dei piccoli agricoltori e la loro giusta lotta. Il PAME assume iniziative continue per il supporto e il coordinamento della lotta di classe operaia con i piccoli agricoltori. Mentre la lotta dei contadini si intensifica, i lavoratori organizzeranno un massiccio sostegno e la solidarietà ai blocchi stradali degli agricoltori».

Fin dalle prime ore di oggi diversi gruppi di agricoltori hanno portato i loro trattori per iniziare i blocchi in diversi snodi stradali importanti come deciso nell’assemblea nazionale delle ass. agricole tenuta nel dicembre scorso a Larissa. Già lo scorso anno, proprio in questo periodo, i blocchi degli agricoltori raggiungessero grandi dimensioni bloccando letteralmente il paese per diversi giorni con varie manifestazioni di massa, supportate dal movimento popolare nel suo insieme, dal PAME, dai sindacati dei lavoratori, dagli studenti, dai comitati popolari e dal Partito Comunista di Grecia (KKE), fino all’ingresso in piazza Syntagma di una lunga colonna di trattori provenienti dai diversi blocchi del paese accompagnati da diverse migliaia di lavoratori del PAME, segnando il rafforzamento e diffusione dell’organizzazione delle masse nell’alleanza sociale tra i diversi settori dei lavoratori della città e della campagna, dei settori popolari impoveriti, in una direzione antimonopolistica e anticapitalistica.

Anche la protesta iniziata quest’oggi si inserisce in questo percorso innescando quelle dinamiche di mobilitazione di massa e unità in grado di modificare i rapporti di forza nelle lotte di carattere immediato contro le sofferenze imposte dalle politiche capitalistiche monopolistiche «ai lavoratori dipendenti e autonomi, ai pensionati, colpiti nel consumo popolare e dall’aumento della tassazione indiretta, dalla privatizzazione della salute, dell’istruzione, della cultura e dello sport, rendendo di conseguenza difficile e in declino la vita nei paesi rurali come nelle città» come messo in evidenza dal rappresentante degli agricoltori in lotta. Come «movimento contadino organizzato mettiamo in chiaro che i piccoli e medi contadini stanno combattendo non solo per se stessi» dichiara e «nessuna delle nostre richieste è diretta contro nessun’altro, ma solo contro gli sfruttatori e la politica che li sostiene». «Esortiamo – prosegue in un altro passaggio dell’intervista, il presidente della Federazione Unitaria delle Associazioni degli Agricoltori di Larissa – tutti i lavoratori e gli altri strati popolari dei paesi rurali e della città in una lotta comune contro i nemici comuni che sono i monopoli, le banche, gli industriali che si arricchiscono con il nostro duro lavoro e sudore, la politica europea e il governo che ci conduce alla povertà e miseria. Faccio questo appello perché abbiamo problemi ed esigenze comuni, ma anche perché sappiamo – come dimostrato dalla pratica – che l’alleanza ci dà la forza per la lotta».

Infine viene identifica con precisione la prospettiva di agricoltura diversa per cui la «Grecia ha un potenziale produttivo e vantaggi comparativi necessari per garantire prodotti a basso costo e di qualità, per nutrire il popolo greco e le materie per lo sviluppo industriale del nostro paese, con gli agricoltori che possono avere assicurato un reddito che gli consenta di vivere bene. Ma questo non viene fatto, perché l’organizzazione della produzione agricola è volta alla reddittività dei monopoli e non per servire i bisogni del popolo. Per eliminare tutti coloro che sfruttano la fatica e succhiano la ricchezza che produciamo noi operai e contadini, abbiamo bisogno di un altro Stato che esprime gli interessi del popolo, garantendo un reddito adeguato agli agricoltori e che migliorerà le condizioni di vita nei villaggi rurali».

Dalla Grecia arrivano come sempre importanti esperienze di lotta, organizzazione, mobilitazione che continueremo a seguire mettendo in evidenza come l’attacco contro le condizioni di vita degli agricoltori greci sia simile e della stessa portata e caratteristiche di quello che subiscono gli agricoltori italiani, e che quindi ha la sua base nel sistema capitalistico stesso in un processo di concentrazione ed espulsione dalle terre a favore dei grandi monopoli dell’industria agroalimentare e chimica, dal quale si rende evidente la necessità dello sviluppo di una lotta simile anche nelle campagne italiane.

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