Jihad e Jihadisti: da dove vengono?

Traduzione a cura della Redazione

Proponiamo la lettura di questo articolo di Aytek Soner Alpan pubblicato nell’edizione internazionale del quotidiano Sol, del Partito Comunista di Turchia, che fa una disanima storica documentata sulla relazione tra l’imperialismo statunitense e la jihad e i jihadisti nella storia recente. Utile a comprendere meglio questo fenomeno negli eventi che si sviluppano nel mondo e in particolare nella regione ampia del Medio Oriente nel quadro del conflitto inter-imperialistico attuale per la ridefinizione dell’area.


Non bisogna guardare al di là dei centri imperialisti per individuare il punto di origine della jihad e dei jihadisti e, in generale, la politica islamista.

Al giorno d’oggi, il tempo passa così in fretta e le menti e memorie delle persone sono paralizzate da un meccanismo così potente che diventa una necessità, il più delle volte, ricordare al popolo la storia recente.

Quindi è rilevante chiedere di nuovo: «da dove proviene la jihad e i jihadisti?»

Non sto indicando le origini teologiche delle due; ciò non riguarda necessariamente la maggioranza. La domanda e la questione è politica. Approcciandoci a queste due da una prospettiva teologica non si produrrebbe alcun risultato se non la “religionalizzazione” delle questioni politiche.

Per questo motivo, non c’è bisogno di occuparsi della storia del concetto di bellum sacrum (guerra santa) che di per sé è vecchio come le religioni. La vera questione, quella che dovrebbe interessarci, sono le origini della jihad come strumento politico “moderno”.

Archeologia della Jihad

Il termine archeologia è volutamente usato per esprimere principalmente in questo articolo la ricerca delle condizioni che hanno dato vita alla jihad come strumento politico moderno, il modo in cui questo concetto/azione si è evoluto e come è stato incorporato nel sistema di potere odierno.

Può essere affermato, piuttosto correttamente, che la data d’inizio della jihad nella sua forma attuale sia collocabile tra gli anni ’70 e ’80. È in Afghanistan dove la jihad si è evoluta nella forma attuale.

Le origini dell’attuale jihad si trovano nella cospirazione organizzata contro la Repubblica Democratica Afghana dopo la Rivoluzione Saur nel 1978, che ha molte analogie con quella di oggi contro la Repubblica araba Siriana in termini molto ampi.

La rivoluzione Saur in Afghanistan ha avuto molti problemi interni significativi e conflitti. Con questa rivoluzione, le leggi basate sulla sharia vennero abolite e uno Stato laico venne formato dopo molte riforme, nella misura in cui vennero radicalmente influenzati i rapporti di proprietà nell’agricoltura, con la riforma agraria, la creazione di aziende agricole di proprietà statale, il riconoscimento dei sindacati e dei diritti dei lavoratori e la parità di diritti civili alla donne. Inoltre, l’Afghanistan adottò un approccio amichevole con il socialismo che portò alla firma di un trattato di amicizia tra l’URSS e l’Afghanistan nel dicembre del 1978.

La strategia prevalente dell’imperialismo è stata quella di soffocare tutti i governi popolari/socialisti che avevano stretti legami con i sovietici ad ogni costo e con ogni mezzo necessario. Per questo motivo, la “reazione” in Afghanistan si conformava a questo obiettivo e, quindi, era fondamentale per la strategia dell’imperialismo. Proprio come fu fatto contro il governo Allende in Cile nel 1973 e la guerra sanguinosa e sporca condotta contro il Nicaragua sandinista poco dopo l’operazione iniziata contro l’Afghanistan.

I lettori non devono assumere l’espressione “tutti i mezzi necessari” alla leggera. L’esempio più concreto che mi viene in mente è lo scandalo denominato “Irangate”. Nel 1986, gli Stati Uniti vendettero armi all’Iran in modo fraudolento e usarono i proventi di questo per finanziare la contro-guerriglia in Nicaragua.
Torniamo in Afghanistan.  A quel tempo, il mezzo utilizzato per garantire la “sollevazione” dell’Afghanistan era la jihad.

In breve tempo, il Pakistan, in particolare la città pakistana di Peshawar, divenne il quartier generale delle forze contro-rivoluzionarie afghane. Le forze contro-rivoluzionarie erano vari gruppi islamisti ispirati ai “Fratelli Musulmani” e organizzazioni maoiste relativamente più piccole, come ad esempio “Fiamma Eterna”.

Non ci volle molto prima che questi gruppi (islamisti) caddero nel mirino degli Stati Uniti. In effetti, gli Stati Uniti avevano già stabilito stretti legami con i Fratelli Musulmani in Egitto e le sue propaggini nella regione a partire dal 1950, che è diventato più stretto nei primi anni ’70 quando l’uso della carta “islamismo” contro i governi popolari/socialisti o movimenti sociali nel Medio Oriente è emersa come una strategia imperialista.

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Uno schema indicante la struttura organizzativa dei Fratelli Musulmani in Turchia pubblicato dalla rivista ANT 1968

I controrivoluzionari afghani, che trovarono asilo in Pakistan, sono stati mobilitati attraverso i Fratelli Musulmani e Jama’at-i Islami, un’organizzazione direttamente sostenuta dal governo del Pakistan. Il più noto di questi gruppi afghani era Hezb-e Islami, fondato e guidato da Gulbuddin Hekmatyar (una figura molto nota in Turchia) che ha agito in cooperazione e collaborazione con i talebani i cui membri erano anche scambiati/condivisi fino a poco tempo fa (settembre 2016).

In questo periodo, “esperti” provenienti dagli Stati Uniti iniziarono a visitare il Pakistan molto frequentemente per la formazione, supervisione e guida dei controrivoluzionari afghani, fornendo sostegno materiale e intellettuale nello stabilire il moderno concetto di jihad. Il termine mujaheddin colpì i titoli internazionali di quel periodo a seguito di questi sforzi. I mujaheddin, cioè jihadisti, erano imbiancati come combattenti per la libertà contro “l’invasione sovietica” e jihad era semplicemente il nome di questa guerra di libertà. La “moderna” jihad e jihadisti erano le categorie messe a punto con i fondi della CIA per combattere contro il comunismo nelle condizioni della guerra fredda.

Nel 1979, il Consigliere della Sicurezza nazionale del Presidente degli USA, Zbigniew Brzezinski, visitò il Pakistan. E’ stato il più alto livello di esperto della sicurezza USA a visitare il paese. Citiamo qui di seguito un passaggio del suo discorso ai jihadisti sul confine afghano-pakistano. Con il suo famosissimo accento polacco, il signor Brzezinski, pronuncia le seguenti parole:

«Conosciamo la vostra profonda fede in Dio, e siamo fiduciosi che la vostra lotta avrà successo. Quella terra laggiù è vostra. Tornerà un giorno, perché la vostra lotta prevarrà e avrete le vostre case e le vostre moschee di nuovo, perché la vostra causa è giusta e Dio è dalla vostra parte

Nel corso della stessa visita, Brzezinski disse anche:

«Lo scopo del coordinamento con i pakistani è quello di far sanguinare i Sovietici per quanto più e a lungo possibile

Un’enorme macchina di propaganda supportata dalla CIA venne attivata per il trionfo dei mujaheddin afghani. Manifesti, brochure, riviste, giornali, bollettini e così via… Anche se c’erano materiali di sostegno dei Sovietici e del governo afghano, i materiali visivi dominanti mettevano in evidenza l’ideale di “jihad” e i jihadisti.

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Un jihadista con la scritta “Allah Akbar” sul petto a protezione dell’Afghanistan

I Jihadisti, finanziati dagli imperialisti, ricevettero il più alto livello di attenzione. In seguito, anche il primo ministro britannico, Margaret Thatcher (alias la signora di ferro) fece visita ai jihadisti afghani nel 1981 sul confine afghano-pakistano. Nel suo discorso a 1500 jihadisti, promise un ulteriore supporto di armi del valore di 2 milioni di sterline e disse che «il cuore del mondo libero è con voi».

Il discorso della Thatcher ricevette molti applausi e grida di Allah Akbar.

Nel 1983, il presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, ospita i rappresentanti dei jihadisti alla Casa Bianca. (*)

(*)Si è erroneamente affermato che Reagan disse ai suoi mujaheddin ospiti “sono equivalenti morali dei nostri antenati”. Reagan in realtà si riferiva ai Contras del Nicaragua in contro i sandinisti. 

Yunus Khalis (un tempo compagno di Hekmatyar, leader spirituale dei talebani e che Osama Bin Laden chiamava “Sceicco Padre”) invitò il presidente degli Stati Uniti ad abbracciare l’Islam.

Il sostegno degli Stati Uniti ai jihadisti, tra cui il saudita Osama Bin Laden, continuò per molti anni.

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Generazione Jihadista: “Jamil va alla Jihad”

Nell’era post 11 settembre, il sostegno degli Stati Uniti ai jihadisti è diventato un tema caldo sui giornali americani. Uno dei risultati più significativi di queste discussioni è che gli USA non allevano jihadisti da islamisti esistenti, ma i bambini per creare nuove generazioni di jihadisti in modo tale da “garantire” il futuro della jihad.

Come? Con l’istruzione, naturalmente!

L’“Educational Center for Afghanistan” che si trova a Peshawar, in Pakistan, gestito da mujaheddin afghani era fondamentalmente un ramo dell’Università del Nebraska degli Stati Uniti e il Centro Studi afghani di questa università. E’ stato il Ministero della Pubblica Istruzione dei jihadisti in esilio. Il Centro si è dedicato alla pubblicazione di libri e a fornire “istruzione”. I libri di testo distribuiti dal Centro erano stati preparati dall’Università del Nebraska. Nel 2002, il Washington Post espose che l’Università ha ricevuto un finanziamento di 51 milioni di dollari tra gli anni 1984-1994 esclusivamente per questo scopo.

Qual è il contenuto di questi libri?

Lo studio più importante su questo argomento è stato pubblicato da Craig Davis nel World Policy Journal nel 2002. In questo studio, Davis esaminò il contenuto dei libri di testo in Afghanistan. Dal libro di testo di primo grado per l’insegnamento dell’alfabeto, preparato dagli Stati Uniti, ha condiviso i seguenti esempi di insegnamento del Farsi ai futuri mujaheddin-style(!):

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La pagina di “Jim” dal libro del testo dell’alfabeto. Esempio parola: “La Jihad è obbligatoria, Jamil è andato alla Jihad. Anch’io andrò alla Jihad”

Alif (A) sta per Allah – Allah è uno.

Bi (B) sta per il Padre (Baba) – Il Padre va alla moschea.

Pi (P) sta per Cinque (Panj) – L’Islam ha cinque pilastri.

Ti (T) sta per Fucile (Tufang) – Javad ottiene fucili per i mujaheddin.

Jim (J) sta per la Jihad – La Jihad è obbligatoria. Mia mamma è andata alla jihad. Il nostro fratello ha dato l’acqua ai mujaheddin.

Dal (D) sta per Religione (din) – La nostra religione è l’islam. I russi sono nemici della religione dell’Islam.

Zhi (ZH) sta per Buona notizia (muzhdih) – I missili mujaheddin piovono come rugiada sui russi. Mio fratello mi ha dato la buona notizia che i russi nel nostro paese assaporano la sconfitta.

Shin (Sh) sta per Shakir – Shakir conduce la jihad con la spada. Dio è felice con la sconfitta dei russi…

Zal (Z) sta per Oppressione (Zulm) – L’oppressione è vietata. I russi sono oppressori. Eseguiamo la jihad contro gli oppressori.

Vav (V) sta per Nazione (Vatn) – La nostra nazione è l’Afghanistan. I mujaheddin rendono famoso il nostro paese. Il nostro popolo musulmano sta sconfiggendo i comunisti. I mujaheddin stanno rendendo libero il nostro caro paese.

La lettura del passaggio intitolato “Jihad” nel libro di testo di terzo grado è accompagnato con le seguenti immagini, insieme alle pagine dei libri di matematica. Come si insegnava a contare ai bambini afghani? (Seconda – eloquente – immagine. ndr)

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Grazie al libro di testo di matematica preparato dall’Università del Nebraska, i bambini afghani imparano i loro numeri con le pistole, proiettili, coltelli, mine antiuomo e bombe. Che esemplare approccio pedagogico!

Alcuni esempi riportati nel libro di matematica sulle quattro tipologie di operazioni sono i seguenti:

Se su 10 atei, 5 vengono uccisi da 1 musulmano, ne rimarrebbero 5.

5 pistole + 5 pistole = 10 pistole

15 proiettili – 10 proiettili = 5 proiettili

Un ultimo esempio dei libri scolastici di quinto grado intitolato “Hikayat” inizia con:

Cari studenti, vi racconteremo la storia dei crimini commessi dagli atei russi che hanno invaso le nostre terre a causa della disattenzione di un gruppo di mujaheddin. Ascoltate attentamente e comprendente i risultati della disattenzione e indifferenza.

Una volta che questa situazione venne esposta e dato l’impegno degli Stati Uniti nella ri-creazione della sua egemonia con il concetto della “guerra al terrore”, sono stati lanciati diversi progetti per rimuovere gli elementi di violenza da questi libri di testo. L’UNICEF ha distrutto più di mezzo milioni di libri e nuovi libri di testo sono stati pubblicati. Tuttavia, si segnala che i vecchi libri di testo sono ancora utilizzati dai talebani, anche se non dal governo afghano centrale e possono esser facilmente trovati anche a Kabul.

Jihad come moderna arma dell’imperialismo

Naturalmente, questo non è stato un progetto limitato all’Afghanistan. Non è un caso che i nomi di una serie di paesi dell’Asia centrale, la Regione di Caucasia e Turkistan orientale sono stati citati dopo il recente attacco alla discoteca Reina. Un “indottrinamento” simile è stato implementato in tutte queste regioni. E’ stato diffuso nei paesi circostanti l’Afghanistan e il Pakistan, entrambi i quali sono oggi quotidianamente bombardati dagli Stati Uniti col pretesto della “guerra al terrore”.

Questo progetto ha avuto aspetti finanziari, umanitari e sociali andando fuori controllo, come la crisi imperialista si è approfondita. Oggi è completamente fuori controllo. I centri del potere imperialista chiamano alla “guerra contro il terrorismo islamico”, che, come accennato prima, non è altro che un tentativo di ristabilire la loro egemonia, non dev’essere permesso che si possano occultare questi semplici ma fondamentali fatti e questa storia.

Non si deve guardare al di là dei centri imperialisti per individuare il punto d’origine della jihad e i jihadisti e, in generale, l’islamismo. Il giornalista statunitense Ben Norton spiega:

«Non è un caso che la maggior parte dei paesi laici nella storia del Medio Oriente sono stati di sorta socialista. Invece, i paesi più reazionari – i paesi in cui alle donne non sono concessi uguali diritti e dove lo Stato di diritto è basato sulla Sharia – hanno spesso la tendenza ad essere stretti alleati occidentali. Perché? L’Occidente è stato molto ma molto più interessato a preservare il capitalismo di quanto non fosse nel consentire la laicità, la parità di genere e la relativa eguaglianza economica fiorita sotto il socialismo».

Quindi, possiamo concludere che, anche se l’uso dell’aggettivo “moderno” sembra un ossimoro, jihad e jihadisti sono entrambi le sporche armi, utilizzate nella storia recente, dall’imperialismo e scatenate per sostenere il capitalismo.

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