Sciopero generale in Grecia contro le nuove misure antipopolari del governo e l’UE

Decine di migliaia di operai, lavoratori salariati, disoccupati, lavoratori autonomi, agricoltori, pensionati, studenti, sono scesi in piazza questa mattina ad Atene e Salonicco e in altre città, partecipando massicciamente alle manifestazioni organizzate dal PAME in occasione dello sciopero generale del settore pubblico e privato che sta paralizzando il paese contro le politiche del governo SYRIZA, l’UE e il capitale e per il diritto al lavoro e alla vita contro la moderna schiavitù.

Il governo di SYRIZA, con l’UE-FMI-BCE, procede ad ulteriori attacchi contro i lavoratori e le masse popolari per rispondere alle esigenze dei gruppi imprenditoriali e garantire la competitività e reddittività delle grandi imprese, imponendo la liberalizzazione dei licenziamenti di massa, un nuovo taglio al salario minimo di 586 € per i nuovi assunti, l’abolizione di ogni indennità rimasta, imposizione completa di contratti individuali o di impresa con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il salario medio, ulteriore imposizione dei rapporti di lavoro flessibili, nuovi tagli alle pensioni e ai diritti previdenziali, legalizzazione del “lockout” dei datori di lavoro, imposizione di una nuova legislazione sindacale che abolisce il diritto di sciopero e distrugge i diritti e libertà sindacali. Le manifestazioni di oggi sono state anticipate dalla giornata d’azione, attività, campagne, manifestazioni, dibattiti, incontri e conferenze nazionali del 6 dicembre in cui tutti i sindacati, federazioni e centri di lavoro raggruppati dal PAME hanno informato la classe operaia sullo sciopero, sulle nuove misure e la pianificazione degli industriali, banchieri, armatori, così come sulla necessità dei lavoratori di reagire. Inoltre, uno sciopero dei lavoratori marittimi è in corso da 6 giorni consecutivi, con in prima linea i sindacati membri del PAME, bloccando tutte le navi in preparazione allo sciopero generale e in risposta ai tagli salariali e la nuova tassazione gravata sui lavoratori marittimi che dovranno pagare tasse per il 54% del loro reddito mentre allo stesso tempo, con le nuove misure del governo, gli armatori godranno di nuove esenzioni fiscali in aggiunta agli altri loro privilegi. La scorsa settimana invece sono stati i lavoratori del settore pubblico a scioperare.

“No alle nuove e vecchie misure contro i lavoratori, noi rivendichiamo i nostri bisogni contemporanei” è lo slogan che ha aperto la manifestazione del PAME ad Atene, di sindacati, associazioni, comitati popolari, che hanno sollevato le bandiere della lotta di classe marciando massicciamente e in modo dinamico da piazza Omonia fino alla Camera, gridando slogan come “La legge è il diritto del lavoratore e non i profitti del capitalista”, “Il lavoratore non accetta la miseria per vivere”, “Lavoratore non ridurre le richieste, lotta di classe per nuove conquiste”, “Lavoro non pagato e sfruttamento della manodopera da tutto il mondo, questo è il marciume del capitalismo”.

Alla manifestazione di Atene ha partecipato anche il SG del KKE, Dimitris Koutsoumpas, che ha dichiarato: “La trattativa del governo per la seconda valutazione del debito e il nuovo bilancio antipopolare che è discusso in questi giorni alla Camera, sono uno schiaffo ai lavoratori, al nostro popolo. Il governo, insieme con UE, BCE e FMI, parla e celebra la ripresa economica, ma questa ripresa sarà per pochi, per le grandi imprese. Il nostro popolo, la classe operaia soffriranno e saranno animali da soma permanenti, con l’intensificazione dello sfruttamento, spremendo redditi e pensioni, con nuovi oneri fiscali. Questa è la proposta del governo SYRIZA-ANEL che è accettata essenzialmente dagli altri partiti dell’opposizione. La soluzione sta nella proposta politica promossa dal movimento sindacale di classe, dall’alleanza sociale, dal KKE. Per consentire un reale sviluppo a favore dei bisogni popolari, a beneficio dei lavoratori, del nostro popolo”. Poco prima Koutsoumpas si era recato alla concentrazione dei marittimi su una nave bloccata dall’equipaggio in lotta portando il sostegno del KKE alla loro lotta e richieste.

Il relatore principale del PAME alla concentrazione in piazza Omonia è stato Nikos Papageorgiou, Presidente del sindacato dei lavoratori del settore alimentare-turismo-alberghi dell’Attica, che ha sottolineato come “lo sciopero generale di oggi e le manifestazioni di sciopero sono la risposta che diamo contro le misure attuate e quelle nuove contro i lavoratori che il governo è pronto a portare alla Camera. E’ la nostra risposta alla legge di Bilancio del 2017, che è un macello per i lavoratori” ed “è la risposta degli scioperanti ai datori di lavoro in ogni luogo di lavoro, conto l’intensificazione dello sfruttamento, l’abolizione del lavoro a tempo indeterminato, le minacce, le violazioni anche dei diritti elementari”. Nel suo discorso il sindacalista ha attaccato l’Eurogruppo che ha “adottato ad inizio settimana che per i prossimi 5 o 10 anni, avremo l’austerità duratura, con avanzi di bilancio sanguinosi e nuove norme contro i lavoratori, autonomi e pensionati. Individuando gli interventi per il debito entro il 2060, il capitale e le banche, chiedono fin da ora il rigoroso rispetto del memorandum di oggi e nuove misure fiscali e strutturali. Un quarto memorandum è davanti a noi!” ha affermato, evidenziando inoltre che “i beneficiari saranno coloro che traggono profitto dalla crisi, i gruppi imprenditoriali e le banche”. “Bisogna farla finita con la logica dell’inefficacia dello sciopero, che non serve a niente. Pensiamo che le cose sarebbero molto peggio se non ci fosse la resistenza e la reazione” continua nel suo discorso mettendo in evidenza come “governo, padroni, dirigenti sindacali, sono il cardine che vogliono condannare i lavoratori e il movimento all’inerzia. Ma se davvero le lotte non servono perché hanno messo nel loro obiettivo nuove modifiche reazionarie ai diritti sindacali, compreso il diritto di sciopero?”. “Sappiamo – continua – che la partita sarà decisa dall’organizzazione, da quanto più lavoratori infoltiranno i sindacati e l’orientamento dei sindacati in una linea di combattimento” rafforzando la “grande arma del popolo, che è l’alleanza dei lavoratori salariati, autonomi, piccoli contadini, donne e giovani. Accogliamo con favore i blocchi degli agricoltori, delle associazioni rurali che stanno partecipando allo sciopero e riscaldano la manifestazione con i loro trattatori”. “Ma la partita dipenderà anche” – prosegue il discorso ai lavoratori in piazza – “da quanto più forte crescerà la lotta all’interno dei sindacati contro il nazionalismo, lo sciovinismo, il razzismo e la guerra imperialista. Il rafforzamento della solidarietà con gli altri popoli, i rifugiati e immigrati, l’isolamento in tutti i luoghi di lavoro dei criminali al soldo dei padroni delle bande naziste di Alba Dorata”. “I lavoratori non hanno alcun interesse a versare il loro sangue per il petrolio, per mercanti di armi, industriali e banchieri. Non accettiamo che il nostro paese, i nostri porti, le nostre isole, aeroporti diventano basi del macello imperialista e i nostri figli, servendo nell’esercito, carne per i cannoni”. Infine ha rivolto l’attenzione sulla mancanza di sicurezza nei posti di lavoro con “29 omicidi nei luoghi di lavoro solo nei primi sei mesi di quest’anno. Stiamo parlando di una guerra” la cui causa “continua ad esser la politica criminale perseguita da decenni dai gruppi imprenditoriali e i governi con il solo scopo del perseguimento del profitto e della competizione tra di loro, che ha sempre i lavoratori come vittime”.

In migliaia anche a Salonicco dove il corteo dei lavoratori è stato aperto da decine di taxi con le bandiere del PASEVE (l’organizzazione dei lavoratori autonomi) seguito dai lavoratori in moto della distribuzione del cibo ad evidenziare lo sviluppo dell’organizzazione dell’alleanza popolare tra i settori dei lavoratori salariati e autonomi, i settori popolari impoveriti, intorno alla classe operaia.

In un comunicato il PAME sottolinea che “con lo sciopero di oggi si è risposto alle bugie del governo che celebra con UE, FMI, grandi capitalisti di ogni settore la ripresa economica. La ripresa si basa sulle macerie dei diritti e conquiste operaie e popolari, sul sangue e i sacrifici della classe operaia, colpendo il reddito popolare, con nuovi carichi fiscali”. “Esortiamo i sindacati a dare il meglio per forgiare il movimento operaio e popolare, cosa che fa tremare coloro che temono il potere dei lavoratori e vogliono che chinino la testa nel compromesso e disfattismo. I gruppi imprenditoriali e il loro personale politico hanno paura, i nuovi e vecchi sindacati filogovernativi e padronali che non hanno mosso un dito per la preparazione e successo dello sciopero, brillano adesso per la loro assenza” – prosegue il comunicato – “non mostriamo alcuna tolleranza alle bugie del governo e gruppi affaristi di fronte al nuovo ciclo di attacco in corso. Rafforziamo – conclude – l’organizzazione in sindacati di lotta in ogni settore e posto di lavoro”.

Lo sciopero e le manifestazioni di oggi si rivolgono anche contro la tattica del GSEE (Confederazione Generale dei Lavoratori di Grecia), dei sindacati governativi e dei datori di lavoro, che promuovono la linea del dialogo sociale, pongono ostacoli allo sviluppo della lotta per seminare il fatalismo, la frustrazione, la subordinazione e il compromesso, ed evidenziano come la strada a favore dei lavoratori e del popolo greco sia quella della lotta organizzata per l’abolizione delle leggi anti-lavoratori, il recupero delle perdite, la soddisfazione dei bisogni contemporanei dei lavoratori.

Fonte: 902.gr

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