I comunisti venezuelani contro il tentativo di golpe.

Di fronte al tentativo di golpe parlamentare neofascista il popolo risponde con organizzazione, mobilitazione e disposizione combattiva. Il PCV chiama il popolo venezuelano ad avanzare nella liberazione nazionale e una vera rivoluzione socialista.

Domenica 23 ottobre l’opposizione neofascista, attualmente maggioranza nel Parlamento venezuelano, ha tentato un golpe parlamentare per destituire il presidente Maduro e le istituzioni dichiarando che era avvenuta una “rottura dell’ordine costituzionale” dopo che il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) aveva deciso di sospendere la raccolta dell’1% delle firme necessarie ad attivare il referendum revocatorio per le palesi irregolarità nella raccolta delle stesse da parte delle formazioni neofasciste al servizio dell’oligarchia e dell’imperialismo statunitense. Il documento accordato nell’Assemblea Nazionale (AN) promuove il disconoscimento delle istituzioni del paese e approfittando del tour internazionale da parte del presidente Maduro nei paesi dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) ha discusso un accordo per la sua destituzione con l’accusa di aver abbandonato il paese. Il presidente del parlamento, Henry Ramos Allup ha annunciato che intraprenderà un “processo politico” contro il presidente Maduro emettendo una risoluzione per la sostituzione irregolare delle autorità dei poteri elettorali (CNE) e giudiziari (TSJ).

Il popolo venezuelano si è immediatamente mobilitato contro questo tentativo di golpe parlamentare, simile a quanto avvenuto già in altri paesi del Sud America. Diverse centinaia di manifestanti si sono immediatamente concentrati di fronte la sede dell’Assemblea Nazionale per protestare e rifiutare le risoluzioni adottate, facendo irruzione al suo interno. Martedì scorso migliaia di persone sono poi scese nelle strade di Caracas dimostrando ancora una volta il sostegno del popolo venezuelano al Presidente Maduro e al processo bolivariano di liberazione nazionale. Venerdì scorso invece gruppi mobilitati dall’opposizione neofascista hanno scatenato provocatorie violenze di piazza col fine di destabilizzare ulteriormente il paese richiamando ad un intervento straniero. Per il prossimo 3 novembre è stata annunciata una marcia verso il palazzo presidenziale da parte della MUD (Tavola dell’Unità Democratica) per “notificare” a Maduro le decisioni adottate dall’Assemblea Nazionale in relazione alla sua carica sulla base di un documento approvato che giustificherebbe il “processo politico” contro Maduro.

La destra filoimperialista tenta di instaurare una dittatura fascista

L’ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela in una conferenza stampa ha denunciato che è in corso un tentativo di golpe per instaurare una dittatura di carattere fascista con l’intento di cancellare tutte le conquiste del popolo. “Le azioni della destra neofascista che per adesso controlla l’Assemblea Nazionale (AN), dimostrano la sua intenzione di tornare ad imporre in Venezuela la dottrina del betancurismo degli anni ’60, caratterizzata dall’esser antidemocratica, repressiva e servile agli interessi dell’imperialismo”. Così ha affermato Oscar Figuera, Segretario Generale del Partito Comunista del Venezuela (PCV), e deputato nell’AN, in riferimento alla sessione straordinaria, dello scorso 23 ottobre, convocata dalla Giunta Direttiva del parlamento nazionale, nella quale la maggioranza di destra ha approvato un Accordo eufemisticamente chiamato “per la restituzione dell’ordine costituzionale in Venezuela”.

“La realtà politica venezuelana oggi è segnata dall’evidente pretesa dei settori neofascisti di utilizzare la piattaforma istituzionale dell’AN per restaurare la dottrina del betancurismo, che vuole imporsi da uno dei poteri dello Stato per violare la Costituzione e disconoscere gli altri poteri pubblici”, ha espresso Figuera riferendosi al conflitto istituzionale all’interno dello Stato borghese ancora persistente in Venezuela. In questo senso, il Partito del Gallo Rosso ha condannato questo “golpe parlamentare” della destra, segnalando che l’Accordo approvato, oltre a non riconoscere gli altri poteri costituiti e pretendere di sostituirli arbitrariamente e illegalmente, viola la Costituzione e richiama anche all’intervento straniero.

“Per chi avesse ancora dei dubbi, questo rivela il carattere reazionario, antipatriottico e filo-imperialista della maggioranza che controlla l’AN, compiendo, insieme all’oligarchia, un ruolo servile agli interessi di potenze straniere, delle multinazionali e il capitale imperialista”, ha rimarcato il deputato comunista sottolineando che “questo golpe reazionario si inquadra nell’escalation dello sconto politico per il potere in Venezuela, che si acutizza con la chiamata dei settori neofascisti a un golpe militare e all’attivazione dei gruppi mercenari e paramilitari sotto la direzione della destra, per avanzare in una linea di violenza reazionaria nel paese”.

L’opzione rivoluzionaria contro fascismo e riformismo

Da tempo il Partito Comunista sta denunciando e allertando insistentemente sui piani della destra per incrementare i livelli di conflitto e propiziare violenza sociale e politica e sui limiti degli strumenti messi in campo dalla direzione maggioritaria del processo bolivariano. “Le azioni della destra nell’AN e della cupola che dirige la MUD, dimostrano che avanziamo verso maggiori scontri politici e sociali, conflitti di classe nella lotta per il potere”, ha esposto Figuera. Per il PCV, questi conflitti segnalano la prossimità di una crisi politica, nella quale settori della borghesia e della destra neofascista, al servizio dell’imperialismo, mirano ad imporre una dittatura reazionaria in Venezuela. Allo stesso tempo, i settori riformisti e remissivi che pullulano dentro il Governo Nazionale, mirano a una soluzione diversa ma che significa conciliazione di classe e consegna delle conquiste del popolo. Figuera segnala che “nel quadro della crisi che si sta sviluppando, dell’acutizzazione della crisi politica venezuelana e della crisi generale del sistema capitalista mondiale, la soluzione ai problemi storici e attuali del nostro popolo non stanno né con il neofascismo né con l’entreguismo (corrente politica accondiscendente, remissiva, arrendevole che tradisce conciliandosi con il nemico consegnando tutte le conquiste e risorse del popolo) ma nell’approfondimento rivoluzionario del processo bolivariano di cambiamenti”. Il PCV sollecita quindi il popolo venezuelano, attraverso l’articolazione delle strutture operaie, contadine, comunali, popolari, rivoluzionarie, di civili e militari patrioti, per costruire un’uscita autonoma nella difesa delle conquiste popolari, contro la riprivatizzazione delle imprese statali e per l’instaurazione di nuove forme di direzione e di controllo operaio-popolare. In questo senso, i comunisti esortano la classe operaia e gli altri lavoratori della campagna e della città, incluso i settori coscienti degli strati medi, a elevare i livelli di organizzazione, mobilitazione e disposizione combattiva, per difendere gli spazi territoriali popolari davanti all’offensiva multiforme dell’oligarchia e dell’imperialismo.

Instaurare la dittatura popolare rivoluzionaria

Il Segretario Generale del PCV ha chiarito che bisogna usare l’attuale quadro di acutizzazione della lotta per il potere “per avanzare nella costruzione e rafforzamento di una avanguardia genuinamente rivoluzionaria e popolare, capace di sconfiggere il fascismo e l’entreguismo, per aprire prospettive certe al corso rivoluzionario della liberazione nazionale nell’obiettivo del trionfo della vera rivoluzione socialista”. Per il PCV i dirigenti della MUD non possono considerarsi legittimi rappresentanti in processi di dialogo come pensano invece i settori riformisti e arrendevoli che cercano la stabilità e la governabilità del paese. “Mentre parlano di dialogo, montano grandi provocazioni contro il popolo venezuelano dall’AN, che naturalmente genera e genererà la risposta dura dei settori popolari, di correnti, movimenti e collettivi, dimostrando che sono disposti a difendere la Costituzione, le conquiste popolari e il diritto ad approfondire il processo di cambiamenti, così come ad impedire che si promuova il golpe fascista contro il presidente della Repubblica, il CNE e il TSJ”, ha esclamato Figuera.

Il dirigente comunista ha segnalato che “il popolo venezuelano e le sue organizzazioni d’avanguardia sono disposti alla lotta in qualunque terreno venga posta dall’oligarchia e dall’imperialismo. La destra deve aver chiaro – prosegue Figuera – che di fronte all’imposizione di una soluzione reazionaria di dittatura neofascista, la classe operaia e il popolo lavoratore ha l’opzione di instaurare una democrazia del proletariato”. Il PCV parla con la verità e la chiarezza al popolo venezuelano mettendolo di fronte all’evidenza dei fatti dei limiti dell’attuale direzione del processo che necessita per la sua stessa sopravvivenza di rompere con la tradizione persistente dello Stato borghese e della struttura economica capitalistica alla sua base che dota i settori della borghesia locale, quei settori oligarchici legati al capitale transnazionale e l’imperialismo statunitense, di tutti gli strumenti, politici e economici, per realizzare i suoi piani reazionari e conservare il potere reale.

Lo strumento della dittatura popolare rivoluzionaria che avanzano i comunisti del PCV e altri settori coerentemente rivoluzionari nella costruzione del Blocco Popolare Rivoluzionario (BPR), esprime un livello superiore di democrazia nel quale si trasforma realmente il carattere di classe dello Stato, passando dall’esprimere gli interessi della borghesia (com’è attualmente) all’esprimere gli interessi dell’immensa maggioranza del popolo che dotandosi di strutture proprie di potere operaio e popolare sarà in grado di colpire fortemente i settori reazionari legati al capitale transnazionale, la borghesia, i rappresentanti delle multinazionali e l’imperialismo.

Fonte: Tribuna Popular (Organo del CC del PCV), conferenza stampa dell’Ufficio Politico del PCV del 24 ottobre 2016

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