I raggi di Cerroni su Roma

di Danilo Ballanti

A Roma è andato in scena il casino a Cinquestelle. Doveva essere una casa di vetro. Invece è andato in scena il peggio del peggio: clientelismo, parentopoli, sperpero con compensi da 193.000 euro e con stipendi triplicati a 130.000 euro, una marea di bugie e falsità, in un clima di grande omertà. Lotte e faide tra bande di grillini assatanati di soldi e di potere. Un Sindaco azzoppato da un contratto con tanto di salatissime penali, non al servizio della città, bensì a servizio di Grillo e Casaleggio. Nel casino a Cinquestelle la questione più grave riguarda, però, la gestione dei rifiuti.

Roma è stata assoggettata per troppi anni al monopolio del signor Cerroni, attualmente sotto inchiesta in tre diversi procedimenti penali. Per associazione per delinquere, il primo processo è a dibattimento. Il secondo procedimento, stralciato dal filone principale vede Cerroni rinviato a giudizio per abuso d’ufficio. Nel terzo processo è invece indagato e alla sbarra per avvelenamento delle acque e disastro colposo a Malagrotta.

I Cinquestelle hanno più volte preso in giro gli elettori.  La settimana prima del ballottaggio la Raggi ha indicato come assessore ai rifiuti Raphael Rossi, un professionista incorruttibile con grandi competenze, noto anti-inceneritorista, il migliore in Italia. La settimana dopo il ballottaggio è stata invece scelta la Muraro, nota inceneritorista, consulente decennale dell’AMA pagata a peso d’oro (oltre un milione di euro), corresponsabile del disastro della gestione dei rifiuti a Roma, sotto inchiesta per gravi reati ambientali. Nel fascicolo del pubblico ministero Alberto Galanti emerge il sospetto che la Muraro abbia garantito una sorta di patto affinché gli impianti Ama funzionassero a ritmo ridotto proprio per consentire a quelli di Cerroni di smaltire una parte maggiore dei rifiuti della Capitale. Per questo, denunciano i carabinieri del Noe, sarebbero state alterate le quantità di materiale trattato e prodotto. Adesso bisognerà scoprire quale fosse la contropartita per questo taroccamento, verificare se la Muraro abbia tratto vantaggi. In questo caso scatterebbe infatti anche l’accusa ancor più grave di corruzione.

E adesso si scopre che la Muraro, sarebbe secondo le indiscrezioni pubblicate, a libro paga di Cerroni (anche lei a sua insaputa?). Il giornale “La Repubblica” riporta che la Muraro ha incassato 22.000 euro come consulente tecnico di parte dalla Gesenu di cui è socio il re delle discariche Manlio Cerroni. L’assegno è stato staccato proprio nei giorni in cui avveniva la nomina ad assessora. Siamo a fine giugno. Il compenso è per una relazione a firma Muraro che dimostrerà come la società di Perugia, commissariata per mafia e ora a processo, non ha macchie. La relazione verrà inviata a giorni. Dalla Gesenu la aspettano perché le accuse sono pesantissime e su quegli illeciti ci sono in ballo, secondo l’impianto accusatorio, interessi diretti della mafia siciliana.

Di questa consulenza, che è un ulteriore elemento che riconduce la Muraro agli interessi di Cerroni, non c’è traccia nel curriculum dell’ex consulente Ama diventata assessore. Sull’asse Muraro-Cerroni lavora da mesi la Procura che indaga sull’imprenditore per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. I pm stanno valutando la possibilità che questa accusa possa estendersi proprio a Muraro, finora sotto indagine per abuso e violazione delle norme ambientali nell’ambito dell’inchiesta sulla certificazione degli impianti di trattamento meccanico biologico. Muraro sarà ascoltata la prossima settimana. Anche questa vicenda riconduce a Cerroni, poichè quei dati sui rifiuti, in entrata e uscita dagli impianti tmb, avrebbero finito con l’agevolare proprio il re delle discariche.

Da responsabile ambiente della giunta Raggi si sarebbe poi spinta a pretendere che Ama tornasse a utilizzare l’impianto di Cerroni intimando all’ex dg della municipalizzata Daniele Fortini di far lavorare il tritovagliatore di Rocca Cencia, riconducibile al signor Cerroni.  Ma perché l’Assessore Muraro vuole utilizzare proprio il tritovagliatore di Rocca Cencia di Cerroni, che è al centro di un’inchiesta della Procura per reati pesantissimi: truffa, frode e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti? Dov’è finita la casa di vetro promessa dai Cinquestelle per il Campidoglio?

I Cinquestelle hanno sostenuto che i poteri forti sono contro di loro.  Ma per difendere la Muraro è sceso in campo nientemeno che il supremo Cerroni, il massimo dei poteri forti, che ha sentenziato: “Virginia Raggi dice un mucchio di fregnacce. Invece la sua assessora è una monnezzara. Ci capisce”. Dal carcere di Tolmezzo, dove è rinchiuso perché imputato nel processo di “Mafia Capitale”, anche Salvatore Buzzi è sceso in capo per difendere la Raggi prendendo le parti dell’Assessore Muraro. Con questi supporter e con queste politiche suicide e fallimentari i Cinquestelle sono destinati a sparire velocemente dalla scena politica del Paese.

 

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