«La giunta Raggi sarà un’occasione persa» intervista a Mustillo (PC).

Alessandro Mustillo, è il segretario della federazione romana del Partito Comunista. Ex segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, a Roma come candidato sindaco ha raccolto più di 10.000 voti alle scorse elezioni. Pochi giorni fa in un comunicato la federazione romana del PC aveva duramente attaccato la giunta, chiedendo di mantenere fede alle parole dette in campagna elettorale, su Olimpiadi, debito, casa e sui principali temi sociali. Lo abbiamo intervistato per chiedere un giudizio su quanto sta accadendo nel movimento cinque stelle e nell’amministrazione romana, per avere il parere del partito comunista sugli eventi in atto.

Cosa pensi sia stato determinante per lo scoppio di questa crisi?

Il movimento cinque stelle è nato come movimento di protesta, privo di una propria visione della società. Ha aggregato consensi velocemente e in modo disordinato su parole d’ordine come l’onestà, la lotta ai privilegi della politica, la trasparenza. Si tratta della superficie apparente dei problemi del nostro Paese, un’analisi che finisce per non andare a fondo e toccare le vere contraddizioni di questo sistema. Fino a quando sei all’opposizione tutto funziona, si cresce rapidamente, si guadagnano consensi, ma quando inizi a governare le cose si complicano e i problemi reali vengono fuori. Il risultato è che Roma continua a morire ogni giorno, certo non solo per colpa dei grillini ma principalmente di chi ci ha portati a questa condizione. La sensazione che hanno i romani è che si stia perdendo un’occasione enorme, con un consenso popolare così ampio e una grande richiesta di cambiamento, che però i cinque stelle non appaiono già più in grado di realizzare.

C’era sentore in campagna elettorale di tutto questo?

Era chiaro a tutti che i cinque stelle si sarebbero trovati davanti a grandi contraddizioni nella gestione dell’amministrazione romana, e sarebbero stati assolutamente impreparati al compito. La velocità di tutto questo supera ogni previsione. Credo dipenda anche dall’assenza di personale preparato interno all’amministrazione. Il bene al di sopra della visione politica non esiste, ogni decisione è politica. Loro sono l’altra faccia della visione di Monti, quella dei tecnici al potere. Ma governare è fare politica, non ci sono misure neutre. Quando ricorri a tecnici come assessori pensando che esista una strada onesta e apolitica, ti scontri davanti a diverse visioni e interpretazioni. Un partito, specie se si pone obiettivi  di rottura, deve essere preparato e avere un’organizzazione e delle competenze interne, unite da una comune visione politica, in grado di supportare la sua azione.

I cinque stelle parlano di attacco da parte dei “poteri forti” e di trappole nei loro confronti cosa ne pensi?

E’ vero che la giunta Raggi ha avuto fin dall’inizio la stampa e tutti i media contro in una campagna che non ha lasciato tregua e non ha concesso il minimo errore. Ma cosa si aspettavano? Se per anni fai della trasparenza il tuo cavallo di battaglia, poi devi essere coerente e sapere che il minimo errore sarà utilizzato contro di te. Stanno colpendo i cinque stelle con le loro stesse armi, sul terreno su cui hanno conquistato consensi. Credo sia questo a fargli più male. Noi comunisti abbiamo sistematicamente evitato nelle nostre critiche di fare fronte comune con quei partiti che per anni hanno governato Roma rappresentando gli interessi dei palazzinari, degli speculatori e delle varie cricche mafiose. Fa ridere che il PD o la Meloni, che stava nello stesso partito di Alemanno, con esponenti coinvolti in mafia capitale, avanzino critiche morali. Comunque non penso che i “poteri forti” abbiano affossato il movimento cinque stelle, ho una versione diversa.

E’ d’obbligo chiedere quale… 

A Roma in questo momento c’è una questione che è vitale per un’insieme di interessi economici che governano realmente. E’ quella delle Olimpiadi. Viene prima ancora del debito, della condizione della città, di cui a questi settori notoriamente non importa nulla al di fuori del loro guadagno. Poi ci sono altre questioni fondamentali, tra cui la gestione dell’immondizia, e ulteriori interessi sulle costruzioni e così via. Non si può pensare di affrontare i titolari di questi poteri, che sono legati agli interessi economici dominanti, convincendoli a desistere e agire per il bene comune. Al primo contatto sono iniziate crepe interne al movimento e alla sua giunta, visioni e proposte differenti. Alcuni “no” della campagna elettorale sono diventati “forse” o addirittura “sì”. Alla fine perdi coerenza e credibilità. Non sono i “poteri forti” ad affossarli ma le contraddizioni che si aprono all’interno del movimento sui rapporti da tenere con questi poteri.

Un brutto biglietto da visita per l’idea di un governo nazionale?

Proprio quello che i grillini temevano. Ma il punto era scegliere da che parte stare. Hanno provato una via di mezzo, cercando comunque di accreditarsi come partito responsabile. Mentre Di Maio faceva il giro dei salotti buoni e degli ambienti internazionali che contano, a Roma c’era la prima prova di governo vera. Prendiamo le Olimpiadi: se dici sempre no, a queste condizioni e in questo sistema non puoi governare. E quindi rivedi la tua opinione per accreditarti come forza nazionale. Un errore che a sinistra è stato fatto tante volte, conosciamo bene i risultati finali.

La vicenda Muraro appare giuridicamente rilevante, cosa dovrebbe fare la Raggi?

È importante spostare il piano d’analisi da quello giuridico a quello politico. I grillini avrebbero dovuto capire questa cosa da tanto tempo, al posto di rincorrere un vuoto giustizialismo. Non faremo lo stesso. Il problema della Muraro è politico. Non si può dire di voler rompere con gli interessi che hanno governato Roma e poi mettere un’assessore ai rifiuti che tutti, dico tutti, sapevano, prima ancora della nomina, essere legata a Cerroni, ed essere favorevole all’apertura dell’impianto di Rocca Cencia. Non so se ci siano responsabilità giudiziarie, non spetta a me dirlo, e dico la verità mi interessa relativamente. Il punto è la scelta e la responsabilità politica. Per la mentalità grillina la Muraro doveva lasciare immediatamente. Il fatto che sia stata difesa per settimane dal sindaco acuisce il problema. Per noi comunisti il problema è la scelta della Muraro, anche senza avvisi di garanzia.

Un giudizio sui primi provvedimenti della giunta?

Sulle precarie della scuola, si è messa una pezza perchè sbloccata a livello nazionale, ma di certo non si è risolto il problema del precariato a Roma. Poi provvedimenti non buoni: tra qualche mese si vara un piano di 30 privatizzazioni, tra cui RomaMultiservizi e importanti società che hanno migliaia di occupati. Si dice di voler ridurre i costi, ma alla fine si privatizza. Scuse diverse ma stesse ricette economiche. Male anche il provvedimento per l’affrancamento delle case popolari che ha fatto ricadere sugli inquilini i costi. Anche sull’Atac non mi sembra ci siano grandi novità: la riduzione delle corse con la soppressione delle linee non è il modo giusto di affrontare il problema. Poi l’apertura alle Olimpiadi lascia presagire il cappotto finale. Questi per noi sono i temi su cui vogliamo incalzare la giunta Raggi.

Iniziative del Partito?

Dai prossimi giorni daremo via ad alcune campagne di volantinaggio e informazione per dare il nostro giudizio sulla situazione attuale. Ne discuteremo anche alla festa comunista il 16 settembre all’apertura e poi al comizio del 17. I fatti di queste ore convincono sempre di più che quello che dicevamo in campagna elettorale è assolutamente vero. A Roma non basta un cambio, serve una rivoluzione. Su questo puntiamo a convincere chi da sinistra ha appoggiato i cinque stelle sperando in un cambiamento immediato e soprattutto migliaia e migliaia di lavoratori, pensionati, studenti e disoccupati che oggi iniziano a comprendere la vera natura dei grillini.

 

 

 

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1 Comment

  1. Io non credo affatto che i grillini, come li chiami tu, abbiano una natura diversa da quella che appare.
    A differenza della maggior parte dei politici di professione, che hanno pratica e supporto da un apparato governativo autoreferenziale, i quali sono semplicemente più allenati al cerchiobottismo, non so se mi spiego, l’arte del politico che per mantenersi in vita non scontenta nessuno, loro sono persone normali che prima facevano altro. Quanti della classe dirigente dei partiti può dire la stessa cosa ? E una persona normale che entra in quel palazzo rimane completamente disorientato ed anche incredulo della situazione che gli si presenta davanti. Questo credo lo possa capire chiunque. La politica al servizio della gente si fa con l’entusiasmo di imparare e di portare dei risultati a chi ti ha volut0 lì, ed io francamente, questo atteggiamento credibile di schietto interesse alla res pubblica lo vedo solo in loro. A volte in Rizzo. Grazie

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