Stati Uniti e India firmano accordo per la condivisione delle basi militari

*di Salvatore Vicario

In una conferenza stampa tenuta lunedì scorso al Pentagono, il Segretario della Difesa degli USA, Ashton Carter e il Ministro della Difesa indiano, Manohar Parrikar hanno annunciato la firma di un accordo di condivisione di basi aeree e militari nei rispettivi paesi, ufficialmente con finalità di appoggio logistico tra entrambi i paesi. Il Logistics Exchange Memorándum of Agreemet (LEMOA), è in preparazione dal 2002 ma solo nell’aprile di quest’anno è stato pubblicamente riconosciuto dal governo indiano sollevando le critiche e proteste da parte dei partiti comunisti del paese. I termini dell’Accordo sono stati definiti lo scorso giugno durante la visita del Premier indiano Narendra Modi negli USA nella quale venne firmato un ampio pacchetto di accordi sulla cooperazione economica, commercio, clima, energia, spazio e sicurezza marittima e nel quale Obama annunciò l’appoggio alla candidatura indiana per l’ingresso nel gruppo di potenze nucleari che controllano la questione atomica al quale si oppongono Pakistan e Cina.

Nella conferenza stampa Ashton Carter ha dichiarato che il LEMOA renderà “più facile e efficiente la logistica in operazioni congiunte” e contribuirà alla “sicurezza marittima” così come alla “libertà di navigazione” in tutto il mondo. Parrikar ha aggiunto che “le Marine di entrambi i paesi si appoggeranno in modo reciproco in esercitazioni, operazioni di peacekeeping e assistenza umanitaria”. I rappresentati dei governi di USA e India hanno sottolineato l’”importanza del libero commercio marittimo”. Il ministro indiano ha infatti dichiarato che “India e USA hanno un interesse comune sulla libertà di navigazione, di sorvolo e commercio senza restrizioni come base fondamentale del sistema di regole nell’Indo-Pacifico”, posizione espressa anche dall’intero ultimo G7 (USA, Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna e Italia) riunito in Giappone. Un accordo che ha chiaramente la Cina come principale obiettivo nel quadro della competizione inter-imperialista e in particolare nella sempre più pericolosa disputa territoriale nel Mar Cinese Meridionale per un area ricca sia di giacimenti sotterranei di idrocarburi – petrolio e gas naturale – sia di risorse idriche e fondamentale per il controllo delle linee di comunicazione marittima in termini commerciali, essendo che due terzi del commercio marittimo mondiale transitano dalla zona. La Cina rivendica la sovranità per lo sfruttamento esclusivo di un’area che comprende fino all’80% delle acque sovrapponendosi con le acque territoriali rivendicate dal Vietnam, Brunei, Indonesia, Filippine, Taiwan, Malesia che comprendono le dispute sull’Atollo di Scarborough, Isole Paracelso e Isole Spratly, praticamente disabitate, che si sommano alla contesa con il Giappone per le Senkaku. La situazione nell’area è sempre più tesa con accuse reciproche tra USA e Cina che portano ad una crescente reciproca militarizzazione, con gli USA che intensificano le loro esercitazioni militari con gli alleati asiatici, vigilanza aerea, dispiegamento di truppe nelle numerosi basi militari dislocate nell’area, pattugliamenti navali con la giustificazione della “libertà di navigazione” relativa alle isole in disputa al fine di contrastare la crescente influenza cinese nella regione accusandola di voler limitare la loro capacità di muoversi nella regione Asia/Pacifico. La Cina, in più occasioni, ha accusato invece Washington di cercare di dominare questo mare e militarizzare la zona ingerendo in affari inerenti la sua sovranità nazionale. Note sono le costruzioni di isolotti artificiali e altre strutture fisse da parte della Cina nelle aree oggetto di aspra disputa, mentre unità lanciamissili USA vengono schiarate nell’area in un escalation di provocazioni mentre preparano nel Pacifico la più grande esercitazione navale del mondo, la Rimpac 2016, a cui parteciperà anche l’Italia.

In occasione dell’incontro di giugno, il Global Times, quotidiano cinese prodotto dal quotidiano ufficiale del PCC, affermava in un editoriale: “Washington spera sempre di utilizzare l’India come il suo braccio destro per contrastare la crescita cinese. Ma i calcoli di Washinton non funzionano” concludendo che “l’India sa che la sua grande visione (di espansione economica) non può esser realizzata detenendo la Cina”. La firma del LEMOA arriva dopo una crescente intesa tra i due paesi e coincidenza di obiettivi come testimoniano i 4 incontri tra i capi di Stato avvenuti negli ultimi tempi stabilendo forme di collaborazione nel campo marittimo, nella navigazione e sfruttamento delle risorse marine, il finanziamento degli USA della costruzione di sei reattori nucleari in India ecc., considerandosi “soci prioritari nella regione Asia-Pacifico”. Secondo la dichiarazione congiunta, la designazione dell’India come importante partner di difesa per gli USA è stato un tema importante dell’agenda, come sottolineato da Carter affermando che “a tale fine, gli Stati Uniti hanno accettato di elevare lo scambio di tecnologia e commercio di prodotti di difesa con l’India a un livello come quello dei suoi più vicini alleati e partner”.

Un cambio negli equilibri geopolitici dell’area significativo, considerando inoltre l’appartenenza dell’India al gruppo dei BRICS e del fatto che fino al 2014 aveva seguito una politica estera non antagonista nei confronti della Cina mentre il governo Modi ha chiaramente annunciato l’intenzione di competere e confrontarsi con la Cina, entrando in una partnership con gli Stati Uniti concretizzata con la firma del LEMOA e degli altri due accordi relativi all’intelligence, scambio e cooperazione, Information security memorandum and Basic Exchange and Co-operation Agreements, che apertamente annunciano la cooperazione India-USA sulla difesa in chiave anti-Cina. La borghesia indiana persegue così le sue mire di ascesa internazionale relazionate al costante sviluppo capitalistico e dei monopoli indiani che si espandono e integrano nel sistema imperialista internazionale supportandosi nell’idea nazionalista della grande “Bahrat Mata” – Grande India – uno Stato Indù altamente militarizzato e modernizzato in grado di confrontarsi con i suoi “avversari regionali” come il Pakistan e la Cina, che si concilia temporaneamente con gli obiettivi USA nella competizione inter-imperialistica con la Cina al fine di contrastarne la sua crescente influenza regionale.

About Redazione 659 Articoli
Organo ufficiale del Partito Comunista

1 Comment

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*